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Un sito al Barbera, alcolico quanto basta

Una galleria fotografica dalla più grande mostra di gatti a Roma

 

Yes we Cat: la galleria fotografica da Magnificat,

la più grande mostra felina alla Fiera di Roma

 

Yes We Cat è lo slogan dell’edizione 2009 del MagnifiCat, che è tornata alla Nuova Fiera di Roma. Una mostra che è il più importante evento nazionale interamente dedicato ai gatti: più di 500 felini per oltre 200 razze, provenienti dai migliori allevamenti mondiali, hanno esibito il loro charme e hanno fatto anche da cornice ai gatti meno fortunati, i trovatelli in cerca di adozione. L’evento culturale e sociale, alla decima edizione, conta oltre 9.000 mq di stand, palchi, scenografie, mercatino gattofilo, mostre e aree di adozioni è patrocinato dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio e collabora, per l’adozione dei gatti trovatelli, con l’Associazione Romana Cura Animali e Ambiente "www.gattidellapiramide.it", partner storico della manifestazione.

Una delle mostre più curiose e interessanti. Evento atteso dai gattofili di tutta Italia è quello che ha riunito a Roma 500 gatti provenienti da tutto il mondo: si tratta di MagnifiCat Show, la mostra felina che si è consumata a fine novembre in quel di Roma e che nelle ultime edizioni è riuscita a coinvolgere quasi 30.000 visitatori tra curiosi, simpatizzanti e visitatori di ogni età. Durante la mostra sono stati premiati i gatti più belli provenienti dai più grandi allevamenti ma non solo: come ogni anno, ma con un numero maggiore di esemplari, si svolgerà l’iniziativa “Qua La Zampa”, l’associazione Arca darà infatti in adozione i “trovatelli” in cerca di un padrone! 

 

Spazio anche alla cultura e allo svago (naturalmente a tema) è stato quello dedicato alle attività corelate all’evento. Così mentre un’equipe di preparatissimi veterinari rispondevano alle domande del  pubblico per soddisfare le curiosità più disparate e risolvere tutti i problemi legati alla buona cura dei felidi casalinghi, uno staff di animatori travestiti da gatto si è occupato di accogliere tutti i bimbi che sono accorsi a frotte alla mostra, intrattenendoli con giochi, body painting, spettacoli e musica.

 

Immancabile il merchandising: un vero e proprio villaggio commerciale a misura di gatto, con editoria, oggettistica, gadget, mostre e veterinaria tutto ciò che è legato al mondo felino. L’iniziativa quest’anno ha avuto anche un obiettivo solidale intitolato “tutti i colori del mondo”, che si prefigge di raccogliere attraverso la presenza di alcuni importanti testimonial i fondi necessari per l’imminente costruzione di un ospedale e di una scuola a Kinshasa , per aiutare i bambini del Congo.

 

LE FOTO DALLA MOSTRA

 

  

 

  

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

Link: si parla di gatti anche su AGORAVOX sui link

http://www.agoravox.it/attualita/ambiente/article/17-novembre-e-il-gatto-nero-day-10833 

http://www.agoravox.it/attualita/societa/article/yes-we-cat-la-piu-grande-mostra-10869 

Stefania Petyx, l’inviata siciliana col bassotto, alla conduzione di Striscia la domenica

 

Stefania Petyx, l’inviata siciliana col bassotto,

alla conduzione di Striscia la domenica

 

 

 

(nella foto: Stefania Petyx e Gimmy Ghione)

 

Domenica 15 novembre l’esilarante inviata siciliana del noto tg satirico siederà con Gimmy Ghione dietro al bancone di Striscia la Notizia per una puntata speciale dedicata a retroscena e scoop dallo Zecchino d’Oro.  Noi l’abbiamo raggiunta a Milano2 (dove stava registrando la puntata) per farci concedere un’intervista al fulmicotone per la trasmissione Onde Radio su Radio Sapienza (www.radiosapienza.net) e AgoraVox.it.

 

(un momento di Striscia la domenica)

 

Parliamo di informazione, controinformazione e satira. Esiste un tg che continua da 22 anni a raccontarci l’Italia anche attraverso uno stuolo di inviati che da quest’anno, ogni domenica, si avvicenderanno alla conduzione. Noi abbiamo incontrato un’amica, gradito ritorno è l’inviata col fedele Bassotto, dalla redazione di Palermo e nuovamente con noi Stefania Petyx. Ciao Stefania…

Eh eh eh…Fabio devo dirlo, mi fa ridere troppo come parli in radio, non riuscirò ad essere seria. Sarà dura finire quest’intervista te lo dico!

 

Eh eh..è così Stefania, meno male che in radio, come nel patinato mondo del web, riusciamo a non farci vedere perché anche a me scappa da ridere. Ma facciamoci coraggio e parliamo di Striscia la Notizia, quanti servizi hai già realizzato, li hai contati?

No, devo dire che non mi è capitato di contarli, non riuscirei a mettermi lì a fare catalogazione però li registro e a volte li rivedo sul sito www.striscialanotizia.it dove ce ne sono parecchi. Ma la cosa dei numeri proprio no, se no si finisce col cercare di farne di più e fare anche cavolate e a me non interessa farne tanti per fare male, meglio pochi ma buoni.

 

L’ultima tua fatica, ricordiamolo ai lettori, ha creato un terremoto al Comune di Palermo: c’è chi ha chiesto le dimissioni del Sindaco Cammarata!

C’è chi le ha chieste e c’è chi non le ha ottenute, pensa un po’.

 

Eh si, non si smuove da quella poltrona nemmanco se gliela togliamo da sotto, eh?

Proprio così!

 

Rifacciamo il punto raccontando un po’ come è andata?

Si, è accaduto che in una società comunale lavorava per finta una persona, nel senso che quella persona lì non ha mai lavorato pur percependo uno stipendio, perché il suo lavoro reale era fare lo skipper sulla barca, anzi, sullo yacht del Sindaco Cammarata. 

 

La redazione di Palermo è andata con le telecamere nascoste a controllare e siete incappati in un ulteriore scoop: non solo il Sindaco usava un dipendente pubblico per scopi personali ma addirittura affittava quella barca. E senza fattura!

Si, è capitato. Il bello che la storia è una cosa filmata, dimostrata. Ognuno poi agisce con la propria coscienza, vedendo che il Sindaco è ancora lì mi viene da pensare che Cammarata non la ritiene una cosa grave! Intanto però il caso è passato alla magistratura e non ti nego che potrebbero nascere altri nuovi servizi in merito.

 

Ti accompagni alla dolce e curiosa Carolina, il bassotto che annusa e scova le magagne.

La curiosità è un vizio che ci riguarda entrambe. Come il gusto per le verifiche.

 

Approposito, il gusto per le verifiche ti ha qualche volta creato problemi, come con Emanuela Folliero. C’hai litigato?

Ma quanto sei fango tu, ma guarda che pettegolo. Io a te non racconterò mai più nulla, al massimo che ore sono saprai da me. Lo racconto: dovevo intervistarla per un calendario in cui era apparsa e durante l’intervista, visto che purtroppo sulle donne c’è sempre la storia del “rifatto” o “non rifatto”, le ho toccato le tette. Devo dire quindi che la colpa del litigio è stata mia!

 

Si, ma tu volevi solo tastare la situazione, no? Appurare la veridicità del contenuto…

Si, non ha amato per niente l’idea, secondo me non mi ha picchiata per miracolo. Io come dicevo vivo per verificare anche in quel caso…ho verificato! Però in questo periodo strano di politici che fanno curiosi incontri, non vorrei che il fatto che ho toccato le tette ad una donna mi creasse problemi.

 

Eh eh, si qui nel Lazio ci siamo abituati! Ma siamo sicuri che non sarà l’ultimo aneddoto curioso che ti riguarda.

Diciamo che non sarà l’ultima cazzata che farò!

 

Eh eh, la butti così? Altro argomento: domenica ti appresti a condurre Striscia la Domenica, la rubrica che raccoglie il meglio degli scoop fatti in ventidue anni di trasmissione. Con chi condurrai?

Sarò dietro al bancone con Gimmy Ghione. Terrorizzante la cosa, perché Gimmy è completamente pazzo, non sai mai cosa farà cosa fara o cosa dirà, non ti nego una virgola di terrore.

 

Ne vedremo sicuramente delle belle, allora l’appuntamento è per domenica questa alle 20.40 nella striscia serale di Canale 5.

Ciao a tutti, alla prossima!

 

 

LINK:  Si parla di Striscia la Notizia e Stefania Petyx anche ai link:

 

http://www.agoravox.it/Ipse-Dixit-l-inviata-in-giallo-di.html

 

http://www.fascioemartello.it/2009/09/21/petyx-colpo-da-ko-a-diego-cammarata/

 

http://www.agoravox.it/Striscia-vs-Cammarata-2a-puntata.html

 

http://www.agoravox.it/Striscia-la-notizia,4608

 

 

I video con tutti i servizi di Stefania Petyx sono, invece, su

 

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/videogallery/videogallery_petyx.shtml

Cucchi, Aldovrandi, Sandri, Giuliani, Uva, Saladino: quando la giustizia diventa ingiustizia

 

Quando la giustizia diventa ingiustizia

1.531 morti in dieci anni solo in carcere.

Come scrive Beppe Grillo: "Questa strage deve finire!"

 

Cosa succede quando a sbagliare è il duro braccio della giustizia? Risse, manganellate, irruzioni, tragici colpi di pistola e strane morti in carcere! In questo articolo, partendo proprio dalla strana e anomala morte di Stefano Cucchi, vi racconto alcuni inquietanti aneddoti che hanno come protagonisti componenti delle forze dell’ordine italiane, per tentare di mostrare il risvolto grottesco che prende vita quando un uomo in divisa decide di abusare del proprio potere.       

 “Mio figlio, di ritorno da un concerto, camminava presso la zona dell'Ippodromo, a Ferrara! Tre poliziotti in divisa lo hanno accerchiato e picchiato fino ad ucciderlo. Il dolore è tanto e ancora oggi mi chiedo: perché quella violenza immotivata su un inerme diciottenne che passeggia per strada?” La mamma di Federico Aldrovandi, morto per un pestaggio da parte della polizia.

“È inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito” Tutore dell’ordine verso un inviato di Striscia dopo averlo pestato

“Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare una notizia del genere”. Una giornalista dopo il pestaggio di un cameraman da parte della polizia

 

Un Carabiniere in particolar modo l’ha massacrato di botte in caserma insieme ai suoi colleghi e mi dicevano: “dopo arriva anche il tuo turno”.

Amico di Giuseppe Uva, ragazzo di Varese pestato a morte per una bravata

 

 “Il Carabiniere alla guida […] è passato col rosso e mi ha investito senza pensarci su due volte, […] la loro auto non si era annunciata né con sirene, né col clacson, né tantomeno con luci o altri segnali luminosi. Hanno acceso il tutto qualche istante prima dell'impatto e ci sono testimoni che lo possono provare davanti al giudice”. Ragazza investita da un Carabiniere a Castellammare del Golfo

 

"Mio fratello era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. L’abbiamo visto uscire di casa accompagnato dai Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore. L’abbiamo rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio: nel momento in cui l’abbiamo rivisto, mio fratello aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’abbiamo potuto vedere".

Ilaria Cucchi, la sorella del ragazzo morto di carcere

 

I virgolettati che avete letto qua su non sono opere di fantasia, ma fatti realmente accaduti nel nostro stivale e che vi presentano un quadro piuttosto inquietante di come, a volte, a sbagliare è il duro braccio della giustizia. Sia chiaro, la mia non vuole essere una generalizzazione ma vuole porre l’attenzione sui tanti, troppi casi spesso irrisolti o dimenticati dove l’uso del manganello è divenuto abuso. Quanti ne abbiamo visti e letti in questi anni? Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani, Giuseppe Saladino, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi sono il risultato di un modo anomalo di gestire la sicurezza: come in guerra!

Poche ore fa i parenti di Stefano Cucchi hanno diramato le immagini del giovane morto di carcere. Ilaria Cucchi, la sorella, in un’intervista al blog di Grillo (www.beppegrillo.it) afferma: “mi giunge voce che la risposta all’interrogazione del Ministro Alfano è stata che Stefano è caduto: ora mi spieghino dove, come e perché è caduto e, soprattutto, come ha fatto a morire. Che mi spieghino, per una caduta, come poteva riportare tutti quei segni di traumi sul viso e sul corpo e che mi spieghino perché è stato lasciato morire”. Amara anche la replica del padre del giovane trovato con due vertebre rotte, il viso deformato, un occhio pesto, l’altro fuori dalle orbite, le ossa della mascella spostate. Giovanni Cucchi sempre al blog di Beppe Grillo dice: "quando è il momento in cui ho visto mio figlio all’obitorio mi è caduto il mondo, vedendolo così, in quelle condizioni veramente inimmaginabili. Ho provato un dolore enorme e un senso di frustrazione di fronte a quello che lo Stato ci può dare e, in effetti, mio figlio è entrato sano ed è uscito morto in quelle condizioni. Voglio dire, non è ammissibile che, per qualsiasi cosa uno possa aver fatto, sia ridotto sia dal punto di vista fisico che anche dal punto di vista morale in quel modo, perché mio figlio è morto solo. E’ una rabbia enorme per come può finire un figlio così, massacrato in quel modo..". Adesso tre agenti di polizia penitenziaria sono finiti sotto indagine per omicidio preterintenzionale e tre medici dell'ospedale Sandro Pertini per omicidio colposo, ma la strada per la verità e la giustizia è lenta e tortuosa.

Un ’altra vittima del sistema carcerario è stato Giuseppe Uva. Ne racconta un suo amico sempre sul sito www.beppegrillo.it: "Ero in compagnia di Giuseppe Uva, la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 quando, un po’ euforici, abbiamo transennato una via di Varese deviando praticamente il traffico lì nel centro. Quando siamo stati fermati da una gazzella dei Carabinieri […] Uva è stato scaraventato per terra e poi, in un secondo tempo, è stato scaraventato dentro l’auto e preso a pugni, io sono stato scaraventato dentro una pattuglia della Polizia, dentro una volante della Polizia, siamo stati portati nella caserma di Via Saffi a Varese e questi due Carabinieri si sono.. un Carabiniere in particolar modo l’ha massacrato di botte in caserma insieme ai suoi colleghi e mi dicevano: “dopo arriva anche il tuo turno”. Al che, quando finalmente mi sono trovato da solo, ho chiamato il 118 implorandolo di venire in soccorso, perché un mio amico veniva massacrato, mi hanno detto che in caserma non potevano intervenire […]”. Giuseppe Uva ha trovato così la morte: per una bravata! Sotto i colpi dei "tutori dell’ordine"

Ennesima morte in carcere per Giuseppe Saladino. Un caso simile a Stefano Cucchi, una morte troppo istantanea. La Procura di Parma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti sulla morte di Giuseppe Saladino, un 32enne deceduto in carcere meno di 24 ore dopo il suo arresto. Saladino era stato condannato agli arresti domiciliari per aver rubato dai parchimetri, era stato sorpreso dalle forze dell’ordine lontano dal suo appartamento. Nel pomeriggio era perciò stato rinchiuso nella casa circondaria ma durante la notte avrebbe avvertito un malore, a cui è seguita la morte.

Triste caso è quello relativo a Riccardo Rasman, affetto da “sindrome schizofrenica paranoide”. Il 27 ottobre del 2006 muore nella propria casa di Trieste dopo l’intervento di due pattuglie della polizia, aveva 34 anni ed è morto per “asfissia da posizione” dopo aver subito lesioni e violenze da quattro poliziotti. La sindrome di Riccardo iniziò durante la leva militare, durante il quale subì numerosi episodi di quello che viene banalmente definito “nonnismo”, ma che invece è un misto di violenza e prepotenza. E’ da lì che Rasman inizia a vivere con la paura delle divise. La sera del 27 ottobre 2006 l’intervento delle pattuglie avvenne dopo la segnalazione di “spari” provenienti dalla casa di Riccardo, erano petardi per festeggiare il nuovo lavoro da netturbino. Arrivano gli agenti che gli intimano di aprire la porta, lui si rifiuta per paura rannicchiandosi sul letto. Gli urla contro. Loro sfondano la porta e nessuno li ferma. Riccardo è stato trovato con le manette e le mani dietro la schiena, filo di ferro alle caviglie, diverse ferite e con segni di “imbavagliamento con blocco totale o parziale della bocca, effettuato con un cordino o con qualcosa di simile. Questo imbavagliamento avrebbe causato una ulteriore restrizione, soprattutto della respirazione”. Anche se immobilizzato “esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie”. Da lì la morte per asfissia.

Altri inquietanti casi riaffiorano alla mente: Gabriele Sandri, il giovane che si trovava in auto in un autogrill dove era scoppiata una rissa tra tifoserie e lì ha trovato la morte per mano di un poliziotto che, per sedare la rissa, ha pensato bene di sparare colpendolo mortalmente al collo. Triste epilogo, ma altrettanto triste è il caso di Federico Aldrovandi che non si trovava sulla scena di una rissa, né ha dato motivo agli agenti di pestarlo a morte! Il diciottenne era di ritorno verso casa, proveniva da un concerto e stava passeggiando, stanco e soddisfatto per la bella serata nella zona dell'Ippodromo, a Ferrara. Non si sa perché è successo ma è successo: alcuni poliziotti in divisa lo hanno raggiunto e picchiato a morte!

Una segnalazione particolare arriva, invece dalla Sicilia, una volante dei Carabinieri proveniente da San Vito e di ritorno ad Alcamo passò tempo fa con il rosso e investì una ragazza provocandogli traumi non commotivi, una frattura e un forte spavento, il conducente dichiarò a suo tempo di avere avuto le sirene accese e addebitò tutta la colpa dell’accaduto alla “vittima”. Jenny Bucchieri, la ragazza investita ci racconta l’accaduto: “…Mi trovavo a percorrere con la mia auto la strada che da via Segesta si interseca in via Leonardo Da Vinci, dove c'è la Chiesa di San Paolo. Per passare da lì c'è un semaforo che era verde, così ho attraversato  e proprio in pieno incrocio mi è venuta addosso una macchina dei Carabinieri. Col forte impatto e il contraccolpo la mia auto è stata trascinata per diversi metri, arrestandosi accanto al muro del panificio. Ho riportato una frattura della rotula destra e un trauma cranico non commotivo, per non parlare del forte spavento che mi sono presa. E' stato uno shock. Il Carabiniere alla guida, che era accompagnato da un collega, mi ha investito senza pensarci su due volte, perché sulla strada non ci sono tracce di frenata improvvisa e la loro auto non si era annunciata né con sirene, né col clacson, né tantomeno con luci o altri segnali luminosi. Hanno acceso il tutto qualche istante prima dell'impatto e ci sono testimoni che lo possono provare davanti al giudice. Tra l'altro, visto che io avevo il semaforo verde, era segno che dal loro lato c'era il rosso".

Anche la stampa si è trovata spesso dileggiata e bloccata dall'ordine costituito. Diversi aneddoti raccontano come alcuni tutori dell'ordine abbiano pestato uomini armati solo di telecamere, macchina fotografica o microfono. Un avvenimento che rimarrà sicuramente nella storia riguarda Stefano Salvi, l'ex vice Gabibbo di Striscia la notizia. Durante una sua visita a casa di D'Alema la polizia fece uscire “gentilmente” Salvi da una vetrata che si spaccò rompendogli la mano. In più gli sequestrarono la cassetta con il filmato che attestava la situazione. Ma il cameraman tenne la telecamera e il microfono di Salvi accesi, riuscendo a registrare una affermazione del poliziotto che lo aveva scaraventato fuori che ha del drammatico: “Non gridare, stai zitto. E’ inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito”. Peccato che quei dieci testimoni non erano presenti durante il fatto. “Insomma, state attenti – sentenziò l’allora conduttore di Striscia - se cadete in una colluttazione con un componente delle forze dell'ordine, c’è il rischio di avere dieci persone che potranno testimoniare contro di voi”.

Durante il G8 di Genova un giornalista ha voluto raccontare le giornate di protesta, dormendo come gli altri dove capita. Lo hanno massacrato! Indimenticabili anche gli scontri tra forze dell’ordine e i Cobas del latte, ricordate? I Cobas, stanchi delle costrittive quote latte, decisero di protestare spargendo sulle strade del letame! I nuclei anti sommossa decisero di sedare la situazione, assalendo anche fotografi e cameraman della Rai e spaccando una telecamera rea di stare documentando l’ondata di violenza, su quel caso allora ci fu un religioso silenzio da parte della stessa stampa, perché sarebbe stato considerato perlomeno “increscioso” che un servizio pubblico, quali sono le forze dell’ordine, attaccasse in modo del tutto gratuito un altro servizio pubblico, qual è la Rai.

Tempo fa, durante un incontro di Forza Nuova la tensione era alle stelle ma un paio di celerini pensarono bene di sferrare manganellate anche ad un operatore, che si ritrovò con cinque costole rotte, una ferita alla testa e una frattura alla mano. Il nervosismo degli agenti del reparto mobile era tanto e, visto lo stato in cui era ridotto il cameraman, i responsabili delle forze dell'ordine sembravano smarriti. Nella confusione qualcuno di loro diceva che il free lance era solo scivolato. L'inviata di un Tg urlava terrorizzata a qualcuno nel telefonino: “Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare la notizia”. Già, perché dare una notizia del genere vuol dire creare un terremoto. Interverrebbero associazioni dei lavoratori, l'ordine dei giornalisti, sindacati. Sarebbe crisi. Ma noi, ormai da parecchio tempo, siamo diventati un Paese in controtendenza, un Paese dove ci si indigna solo per un plastico della villetta di Cogne!

 

Se ne parla su AGORAVOX aI link

Link1: così morì Federico Aldrovandi

http://www.agoravox.it/Video-choc-il-ragazzo-a-terra-e.html

Link2: Violenze e pestaggi al G8 di Genova

http://www.agoravox.it/Violenze-pestaggi-e-torture-al-G8.html

Link3: Morti di Manganello

http://www.agoravox.it/attualita/cronaca/article/cucchi-aldovrandi-sandri-giuliani-10369

Link4: Beppe Grillo vuole fondare un comitato vittime dello stato! Ne parla nel video…

http://www.youtube.com/watch?v=GL6CXZvQ7ZU&fmt=8

 
 

Onde Radio: una trasmissione di infotainment su Radio Sapienza ogni giovedì alle 18.00

E adesso le notizie arriveranno attraverso le Onde Radio

 

 

 

Direttamente dal tinello di Radio Sapienza, all’interno della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università La Sapienza di Roma (www.radiosapienza.net), parte una nuova striscia settimanale, in onda ogni giovedì alle 18.00, con lo stile curioso e irriverente dell’infotainment: l'informazione unita all'intrattenimento. Il team della trasmissione sta già scaldando i motori ed è pronta a partire con un pieno di buon umore e di notizie vere e curiose, verificate attraverso interviste alla gente che di quelle notizie ne è protagonista. Così in ogni puntata, via telefono e in studio, il conduttore Fabio Barbera (nella foto) ospiterà gente proveniente dal mondo dell'associazionismo, dello spettacolo, dello sport, del giornalismo, della scienza e della musica, raccontando di volta in volta grandi realtà associazionistiche, siparietti curiosi e roba paradossale come l'associazione che raccoglie i manifesti dei candidati a Sindaco più strani, il social network che giogineggia su facebook facendo incontrare gli animali (petbook.it), il blog che raccoglie lo stress dei suoi lettori e la televisione di controinformazione più querelata d’Italia (www.telejato.it), il sito che raccoglie immagini e fotografie dei parcheggi più assurdi (perché il parcheggio quando non c'è, l’italiano lo sa, s'inventa), gli amici di addio pizzo, i medici senza frontiere, l'associazione troviamo i bambini, lo psicologo che ci parla di insonnia e metodi per dormire bene e il dietologo che consiglia come mangiare bene e meglio e ancora un susseguirsi di notizie di attualità commentante da chi la notizia la fa e la segue come Emergency, Amnesty International, i ragazzi di "Un Ponte Per..", parleremo di iniziative antimafia, di consumo critico e di risparmio energetico. Un occhio all'attualità quindi tra il serio e il faceto, alternato alla buona musica dei Be-Folk (che firmano anche la sigla), Bandabardò, Portoflamingo, Arpioni, Hidria, Modena City Ramblers, Akkura, Apres La Classe, Banda Osiris, Cappello a Cilindro, Mannarino, Vinicio Capossela, Roy Paci e moltissimi altri. Un modo particolare e alternativo, quindi, per raccontare cosa accade assieme ai protagonisti che, di puntata in puntata, entreranno nel tinello di Onde Radio e racconteranno la nostra Italia e la nostra Sicilia che cambia e che spesso si riempie di contraddizioni e paradossi.

 

 

Link: www.radiosapienza.net

 

Gli ospiti delle prime puntate

 

MOBILEYE: l’auto intelligente con un occhio elettronico

che evita i pedoni!

 

Dall’universo delle invenzioni utili arriva una interessante novità. Nasce in Israele Mobileye: un’automobile con un sistema di occhi elettronici che rilevano la presenza di pedoni, animali o altri veicoli quando il guidatore è distratto e impediscono così la collisione frenando automaticamente. Ci sono voluti cinque anni per inventare la frenata automatica, le microtelecamere collegate a un sistema radar e gli algoritmi necessari che permettono all’auto intelligente di individuare qualsiasi forma vivente, esseri umani o animali, mentre attraversano la strada.

 

Mobileye parla come un navigatore satellitare, sentenziando: "Attenzione, Pedone!" – scrive il corrispondente del Corriere della Sera, Francesco Battistini – poi lampeggia attraverso una spia: gialla se l'ostacolo è ancora lontano, rossa se si avvicina e infineInchioda come un freno a mano: poche decine di centimetri di frenata, se la velocità è da città. inchioda. L'Auto Intelligente non ha ancora un nome, però ha già un mercato. L'Auto Intelligente non ha ancora un nome, però ha già un mercato. L'ha messa a punto un istituto d'elettronica applicata di Gerusalemme, Mobileye, e il brevetto è stato venduto agli svedesi della Volvo che lo monteranno fin dall'anno prossimo, sul nuovo modello S60.A ideaarA idearla è stato l’istituto d'elettronica applicata di Gerusalemme e il brevetto è Stato venduto agli svedesi della Volvo che lo monteranno fin dall'anno prossimo, sul nuovo modello S60. L'Auto Intelligente “vede” il pedone che attraversa a 35 metri di distanza, avverte l'automobilista con un segnale sonoro e, se alla guida c'è un distratto, provvede da sé: rallentando o frenando con decisione, a seconda della situazione. L'Auto Intelligente "vede" il pedone a 35 metri di distanza e avverte l'automobilista con un segnale sonoro. Se il guidatore è distratto allora provvede da sè: rallentando o frenando con decisione, a seconda della situazione.

 

In Italia è di una inventrice romana l’idea del Salvapedone

 

 

Il primo Salvapedone è però un’idea italiana, a costruirlo e promuoverlo è Beatrice Galasso che abbiamo ospitato in studio.

Ciao Beatrice, una bella invenzione quella del salva pedone. In cosa consiste?

E’ un dispositivo di bordo che ha la funzione di segnalare, ai conducenti dei mezzi che seguono dietro, la presenza di pedoni in fase di attraversamento della carreggiata.

Da dove nasce l’esigenza di creare un oggetto del genere?

L’esigenza nasce dal fatto che sempre più gente (troppa) si muove in auto, dimenticandosi dei pedoni. La gente che cammina a piedi, in un mondo tutto dedicato alle automobili, rischia costantemente la vita! Pensateci: se un pedone sta attraversando la strada e un’auto si ferma per lasciarlo passare, la macchina dietro non vede il pedone, supera quella davanti e lo investe in pieno. Il rischio c’è, è capitato e potrebbe capitare ancora. Con il Salvapedone, invece, le auto in coda possono, attraverso un segnale luminoso, essere informati del fatto che c’è un pedone che sta attraversando la strada.

Geniale e utile. Come lo hai creato? Da cosa è costituito? Come si usa?

Si tratta di un faretto, con sopra disegnata una sagoma umana, installato nella parte posteriore della vettura, all’interno (sul lunotto posteriore) o all’esterno (accanto alle luci di posizione). Se un pedone sta attraversando il cauto automobilista può accendere il Salvapedone e consentire il passaggio. Per attivarlo si preme un pulsante posizionato sul cruscotto il quale, a sua volta, aziona una luce di colore verde ad intermittenza che renderà evidente la sagoma umana anche da lunghe distanze, avvisando così gli automobilisti che sopraggiungono della presenza di persone in attraversamento sulla carreggiata. I benefici sono molteplici. Il Salvapedone è utile sia per evitare sorpassi azzardati, sia nella situazioni in cui le strade sono poco illuminate oppure nei casi di fitta pioggia e mancanza di strisce pedonali: è un contributo alla salvaguardia dei pedoni.

Dove trovarti?

Per maggiori informazioni cliccate su www.beatricegalasso.it

Nasce in Italia “La Banca della Memoria”

 

La Banca della Memoria (su www.memoro.org) si occupa di raccogliere e preservare in filmati di 10 minuti le storie, le vicende, le esperienze di vita e gli aneddoti raccontati dalle persone nate prima del 1940. Tra i relatori anche Andrea Camilleri e Tinto Brass.

In un mondo che soffre di mancanza di memoria nasce un sito Internet che ha deciso di raccogliere, catalogare e diffondere la memoria! Una geniale intuizione di un gruppo di lavoro giovanissimo che, partendo da poche e curiose interviste a personaggi che hanno visto, vissuto e realizzato il nostro passato, è riuscito a mettere in piedi un archivio nutrito e coinvolgente.

La raccolta in parte autoprodotta e in parte spontanea delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940 sono così state catalogate sotto forma di "racconti filmati" di 10 minuti e diffusi sul portale della Banca della Memoria. Così la curiosa iniziativa ha fatto il giro dei media (l’iniziativa viene scoperta dai giornalisti di Repubblica e di seguito li vuole in studio anche la Dandini a Parla con Me), contribuiscono con i propri racconti anche Andrea Camilleri, Tinto Brass e molti altri ancora e il progetto si diffonde in diverse aree del mondo: Germania, Spagna, Argentina, Stati Uniti, Francia.

A spiegare cos’è Memoro  - il nome della curiosa banca dati trasferita adesso sul sito www.memoro.org – sono gli stessi autori e ideatori italiani dal sito: “Molti di noi probabilmente ricordano con piacere se stessi da bambini, accoccolati sulle gambe di un nonno, assorti, attenti a non perdere una parola delle storie che ci venivano raccontate. Queste, col passare degli anni, vengono comprese e ricordate come esperienze di vita vera, vissuta. Venivano raccontate per insegnare quello che l'esperienza aveva portato ad imparare, perché fossero di esempio o per mantenere la memoria di vite vissute secondo usanze e valori di un'altra epoca. Per molti di noi l'importanza di queste esperienze si è svelata ed è cresciuta man mano che si diventava grandi, quando abbiamo incominciato a capirne il vero valore. Capita allora di ritrovarsi alla ricerca, di inseguire quello che i "nostri vecchi" saprebbero raccontarci prima che scompaia. Quando questo succede, quando si ha la fortuna di riuscire a trovare il tempo fra i mille impegni della vita quotidiana per sedersi ad ascoltare, si scopre un mondo estremamente affascinante”. 

Con questo progetto così si riesce a far emergere storie, aneddoti, curiosità, esperienze provenienti dal nostro passato e ci possono così aiutare a comprendere il presente e a costruire un futuro migliore. La raccolta delle testimonianze avviene in due modi distinti: la raccolta "redazionale" e i contributi spontanei inviati dagli utenti. Proprio così: se anche tu (lettore di RAC Notizie) hai un nonno, un parente, un conoscente nato prima del 1940, intervistalo, chiedigli le sue esperienze legate al passato, gli aneddoti che hanno inciso sulla sua vita, gli accadimenti belli o brutti che lo hanno segnato e formato, filmando la chiacchierata col tuo telefonino o con una telecamerica, poi sul sito puoi caricare il fimato e contribuire così ad una enciclopedia che protegga la nostra storia! “La redazione – scrivono gli autori del sito - interviene visionando tutti i filmati, lavorandoli (eventuali montaggi o inserimento sottotitoli) e completandoli con gli "attributi" necessari alla classificazione, relativi sia all'autore che al contenuto stesso. In questo modo è possibile per gli utenti fruitori seguire con facilità i numerosi percorsi tematici”.

Nella foto: Andrea Camilleri, si è prestato per memoro.org a raccontare le sue vicende siciliane legate al passato.

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ABBIAMO PARLATO ANCHE DI

Striscia la Notiza : in collegamento con l'inviata siciliana Stefania Petyx

Petbook.it: il social network che fa incontrare gli animali domestici (in collegameto con uno degli autori)

Telejato: la tv di controinformazione più querelata d'Italia (in collegamento con il direttore Pino Maniaci)

Scuole alfmediali: le scuole che usano i media per insegnare (in collegamento con il responsabile pedagogico Tullio Sirchia)

 

LINK: se ne parla anche su AGORAVOX al link http://www.agoravox.it/E-adesso-le-notizie-arriveranno.html

Gero Caldarelli, l’anima del Gabibbo!

 

il Gabibbo è lo specifico televisivo:

un pupazzone rosso che grida: "Ti spacco la faccia".

 

 

Girando per gli studi di Mediaset a Milano2 si possono fare incontri davvero curiosi! Uno su tutti è il Gabibbo, un mostro simbolo della tv che si mostra, che tracima e si impone. Da 22 anni è il vero volto di Striscia la notizia. Eh già, perché il Gabibbo (a differenza dei conduttori in carne ed ossa che si alternano) è sempre stato lì, non ha mai lasciato il suo posto. Del resto è un pupazzo e vive solo quando si accendono i riflettori, un po’ come accade  ad alcuni personaggi reali che popolano il tubo catodico. La Corte dei Conti si informa mensilmente dal Gabibbo su sprechi e opere incompiute, i cittadini lo eleggono a giornalista più credibile d’Italia preferendo rivolgersi al “vendicatore rosso” piuttosto che alle istituzioni e in Parlamento  (ai tempi di Scalfaro) prese addirittura 15 voti come Presidente della Repubblica. Con la voce di Lorenzo Beccati (autore storico della trasmissione) il Gabibbo è animato da un mimo di professione davvero simpatico che abbiamo incontrato per voi: Gero Caldarelli.

 

 

“Il Gabibbo è il mostro per eccellenza. Esiste perché si mostra e del mostro ha tutte le caratteristiche. Lui è la Televisione. E’ un monito, uno spauracchio […] è l’uomo che non esiste, l’uomo che dice parole non sue. Un perfetto personaggio tv che passa dalle inchieste alle telepromozioni senza remora alcuna: l’ultima l’ha lasciata in tintoria, quando ha portato a lavare il peluche”, sentenzia così Antonio Ricci (di cui vi proporremo prossimamente una gustosa intervista) parlando del Gabibbo: il pupazzone rosso nato intorno agli anni ’90 nel periodo degli esternatori, quando in tv spuntavano con violenza personaggi come Giuliano Ferrara, Vittorio Sgarbi, Gianfranco Funari, Francesco Cossiga, Nuovi Mostri che tra grida e polemiche avevano trovato la scorciatoia per entrare nelle case degli telespettatori. Non spuntavano in tv, ma addirittura rompevano il vetro e tracimavano in casa. “Chi poteva rappresentare meglio questi populisti catodici – afferma Ricci – se non un pupazzone che, con gli occhi fuori dalla testa, bercia: <<Ti spacco la faccia!”>>.

 

Così alle 20.30, mentre Ricci dà le ultime istruzioni ai conduttori prima di andare in onda con Striscia la Notizia e in studio si espandono risate a raffica e un tappeto musicale che mette allegria, ci fermiamo a parlare con il Gabibbo. Lui è Giorgio Caldarelli (ma per tutti è Gero) che già dai primi minuti è imbelinato dentro la moquette rossa, mentre la temperatura nello studio raggiunge quote elevatissime…intorno ai 40 gradi senza ombra, perché i fari illuminano qualsiasi punto, anche il più nascosto. E mentre la sarta gli sistema addosso il costume noi facciamo una simpatica chiacchierata.

 

Come mai sta tutta la puntata dentro il pupazzo rosso? Non deve fare solo la sigla finale?

 E' una richiesta di  Ricci! In una diretta come questa se c'è bisogno di un intervento editoriale del vendicatore rosso, cioè un commento particolare post-filmato o un «ti spacco la faccia», io devo essere pronto! La voce in genovese maccheronico gliela da però Lorenzo Beccati…io lo muovo.

 

Come  nasce l’idea del Gabibbo?

L’idea è di Antonio Ricci e il termine, come anche lo slang del Gabibbo, viene dal Genovese. Il Gabibbo è nato come una specie di giornalista d’assalto, grosso come Giuliano Ferrara. Il suo tormentone “besugo”, più o meno significa “scemotto”, con cui apostrofa chi se lo meritava. Il besugo è un pesce rosso, detto anche occhione, e la testa del Gabibbo, con gli occhi sgranati come quelli dei personaggi dei fumetti, è un’elaborazione di quel pesce. La bocca è invece identica a quella dei panini in gommapiuma che avevo già usato nei miei spettacoli. Insieme a mia moglie,

sarta per il laboratorio teatrale Cheli di Milano, ho dato anche alcune indicazioni su come realizzarlo. Mi sono sentito subito a mio agio dentro al pupazzo e sono riuscito a entrare in totale sintonia mimica con la sua voce, che è quella di Lorenzo Beccati. Antonio Ricci dice che sono l’anima del Gabibbo che danza, come se diventassi la sua pancia e la sua moquette. Per lavorare con il Gabibbo al di fuori di Striscia la notizia ho imparato a costruire il costume da solo.

 

Qual è il suo record da ingabibbato?

Ben 21 ore consecutive, in alcuni servizi mi è capitato di dover restare Gabibbo a lungo perché il rischio era di prendere le botte!

 

Hai scritto una curiosa autobiografia “Una vita da ripieno”, dove racconti la tua passione per il teatro e soprattutto per il Mimo.

Si, il libro è andato esaurito, non si trova più in giro ed è stato un modo per raccontare questa mia passione per l’arte del mimo. L’intensa poesia che si è in grado di trasmettere con i gesti, i movimenti, non mediata dalle parole e per questo ancora più diretta.

 

Come ha cominciato?

Ho cominciato frequentando la scuola di Mimo del Piccolo Teatro di Milano: all’inizio pensavo semplicemente di migliorare me stesso e poi ho scoperto che ero particolarmente portato per questo tipo di arte.

 

 

Tra battute e lanci di filmati si arriva agli sgoccioli della puntata, si da spazio alla pubblicità e noi ci aggiriamo un po' furtivamente dietro i pannelli della scenografia, in regia e negli uffici della redazione. Rientrati in studio la puntata è quasi agli sgoccioli, tocca al Gabibbo che con le veline balla la sigla mentre dietro i conduttori (Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti) parlano tra loro della smagliante bellezza delle due ballerine, che a stento trattengono le risate. La rete si riprende la linea e come sempre sfuma l’ironica sigletta (che quest’anno ironizza sul velinismo). Al termine della puntata un assistente di studio grida: “Stop. Perfetto….ci vediamo domani!” . Come accade ininterrottamente da ventidue anni!

 

LINK: Se ne parla anche su www.agoravox.it. Tutti i video dei servizi del Gabibbo invece si trovano sul link http://www.striscialanotizia.mediaset.it/videogallery/videogallery_gabibbo.shtml

mobilitazione a Roma: in 300.000 in piazza per la difesa della libertà di stampa!

 

Dovere di informare e diritto di essere informati, con questo slogan in 300.000 in Piazza del Popolo a Roma per difendere la libertà di stampa!

Una giornata di buone notizie legate all’informazione quella di sabato 3 ottobre: mentre Anno Zero festeggia ancora i suoi 7 milioni di contatti alla puntata terremoto di giovedì (con cui la redazione ha rischiato l’ennesima censura) e la Gabanelli fa sapere che si è raggiunto un accordo per garantire la copertura legale a Report, Roma fa il pienone con la mobilitazione nazionale per la difesa della libertà di stampa indetta dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana). Così ieri pomeriggio la capitale si è bloccata per protestare in Piazza del Popolo contro le sempre crescenti ingerenze politiche sulla stampa. Alle 17 si contavano già 150.000 presenze, raddoppiate in meno di un’ora con le 300.000 presenze delle 18.00 (sessanta mila per la questura).

  

(nelle foto: la redazione di Anno Zero ringrazia il pubblico. Milena Gabanelli e Report hanno ottenuto finalmente la copertura legale)

Sul palco a raccontare la lunga giornata e la moltitudine di interventi c’era Andrea Vianello (conduttore di Mi Manda Raitre), che ha annunciato, in un’alternanza veloce ma densa di significati, gli ospiti della manifestazione: dal segretario della Fnsi Franco Siddi - che ha sentenziato: “Il governo ritiri il dl Alfano e le querele contro Repubblica e Unità" - ai rappresentanti dell’Ansa, dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida, all’applauditissimo autore di Gomorra Roberto Saviano, che ha elencato alcuni nomi dei giornalisti caduti mentre facevano il loro mestiere, chiedendo che non si "infanghi" il loro nome e ricordando che "verità e potere non coincidono mai". Ci sono stati cittadini, rappresentanti di associazioni, giornalisti e precari che a farsi dare dei "farabutti" dal premier non ci stanno, anche se quelli di Rai3 se lo sono scritti, beffardamente, su uno striscione.

Interessanti gli interventi di Reporter Sans Frontier, che registra la situazione della libertà di stampa in Italia posizionandola all’ultimo posto in Europa, Neri Marcoré e moltissimi altri tra attori, giornalisti, rappresentanti di categorie legate alla comunicazione che hanno voluto dare il loro contributo raccontando pezzi di Italia libera e giornalismo sano, delle realtà che potrebbero venire a mancare se l’intervento del governo sul controllo della stampa dovesse radicalizzarsi. Tra gli altri anche voci come quelle del siciliano Pino Maniaci dalla tv di controinformazione Telejato che, salito sul palco annunciato sempre da Vianello, ha gridato a gran voce di spegnere la televisione e accendere il cervello.

Durante l’intera manifestazione si solo alternati sul palco anche alcuni artisti come Teresa DeSio e il satirico Simone Cristicchi, che ha annunciato al microfono: «C'è una escort bionda da spostare, è  targata Bari ed è parcheggiata davanti Palazzo Grazioli» e poi ha intonato brani ironici e amari legati al tema della libertà.

Tutto questo mentre il partito di Berlusconi sta architettando l’ultima mossa per smantellare la libertà di stampa: modificare l’articolo 21 della costituzione. A denunciare la mossa a sorpresa è stata l’Associazione Libertà e Giustizia che racconta l’insana azione ad opera del senatore Andrea Pastore del PDL, che ha presentato un disegno di legge appoggiato dalle firme di 40 senatori (compresa quella del capogruppo PDL Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga).

  

  

Alla manifestazione in difesa della libertà di stampa, poi, si è unito anche il corteo di insegnanti e studenti mobilitati in difesa dell’istruzione, dell’università e della scuola che stavano protestando a Trastevere. Così, mentre Rai News 24 e Sky tg 24 mandavano in onda le immagini in diretta della manifestazione e i siti Internet di Repubblica e dell’Unità aggiornavano le loro home page con notizie, foto e immagini in tempo reale, sul palco arrivavano informazioni sulle adesioni a raffica: hanno aderito, tra gli altri, l’Ordine dei Giornalisti, Libera, Mondadori, redazioni e cdr di Sky, Mediaset e Rai, Il Sole 24 ore, Il fatto quotidiano, Repubblica, l’Unità e il Corriere della Sera, L’intera struttura di Rai tre, la redazione di Striscia la Notizia (rappresentata in piazza dal Gabibbo e dal finto Bruno Vespa), altri volti del panorama satirico come Vauro Senesi, Paola Cortellesi e Sabina Guzzanti; le redazioni di Report, Ballarò, Anno Zero, L’infedele, Parla con Me, Giustizia e Libertà, Arci, le associazioni per la difesa del consumatore Adusbef, Codacons e Adiconsum. Tra i sindacati ha aderito la CGIL (ma non la CISL e la UIL che questa volta non hanno voluto dare il loro appoggio all’iniziativa) e moltissimi altri che potete continuare a leggere (in rapido aggiornamento) sul sito di Repubblica.

La serata si è conclusa con quelli di Caterpillar (popolare trasmissione di infotainment di Radio2) che hanno proposto un concerto dalle curiose sonorità per concludere in bellezza una giornata dedicata alla libertà.

 

 

   

LINK se ne parla anche su WWW.AGORAVOX.IT

22 anni di satira e controinformazione: Striscia la Notizia quest'anno è "la voce dell'influenza!".

 

 Striscia la Notizia quest’anno compie 22 anni. Antonio Ricci:

“Picasso diceva che ci si mette molto tempo per diventare giovani”.

 

 

(Antonio Ricci)


Quest’anno è la voce dell’influenza e il noto TG satirico compie 22 anni! Ventidue edizioni di comicità, satira, informazione, controinformazione, varietà e inchiesta sembrano volati, ma hanno lasciato il segno. Un segno tangibile, che ha spesso avuto ripercussioni sulla realtà politica, economica e sociale del nostro Paese. Striscia la notizia mostra l'altra faccia della medaglia, non si ferma all'apparenza dei fatti, ma instilla il dubbio nei telespettatori. Il pubblico, sempre più numeroso, partecipa, come una grande redazione allargata, alla denuncia di piccoli e grandi problemi che affliggono il quotidiano.

 

Il programma si insidia così capillarmente nei meandri del tessuto sociale per evidenziare le malefatte dei palazzi del potere politico, economico, sanitario e imprenditoriale, svelando abusi, disservizi, errori, omissioni e taroccamenti dei media. Così racconta la sua Striscia il guru Antonio Ricci dalle righe di striscialanotizia.it.

 

Gli fa eco Marisa Alagia dell'Ansa che scrive, dalla conferenza stampa di apertura della nuova edizione, che Striscia la notizia riparte dopo un'estate da mandare in brodo di giuggiole. La definizione è proprio dell'inventore del Tg satirico, Antonio Ricci. "E' stata un'estate che ha creato per noi la situazione ideale, esasperata a tal punto che sarà difficile trovare la giusta misura - ha detto Ricci dagli uffici Mediaset di via Paleocapa - noi continueremo a fare informazione alla nostra maniera, tra satira e parodia, dando voce ai problemi della gente".

 

 

Seduto accanto ai due conduttori, Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, e alle due Veline, Federica Nargi e Costanza Caracciolo, Ricci ha toccato alcuni dei temi che hanno tenuto banco durante l'estate e in questo inizio di autunno. In particolare il dibattito sulla libertà di stampa. "La mancanza di libertà di stampa la viviamo anche sulla nostra pelle - ha detto -. Ci sono almeno 250 denunce contro di noi, quindi se non lo sappiamo noi...".

 

Ma è stato soprattutto sui temi riguardanti le Veline e l'uso che viene fatto del corpo delle donne che Ricci ha tenuto banco. "Ho sentito addirittura dire che a sdoganare le tette in tv è stato 'Drive in' che invece era un programma fatto dal fior fiore dei cervelli satirici della sinistra - ha raccontato - sostenere che Berlusconi è responsabile di tutta la volgarità del mondo è davvero eccessivo, certo ce ne mette del suo, ma non possiamo demonizzare la tv commerciale". A sostegno delle sue tesi, Ricci ha mostrato alcuni fogli di magazine e quotidiani dove, accanto a servizi di approfondimento sul tema femminile, vengono pubblicate foto di donne usate per pubblicità.

 

Poche le anticipazioni (tenute rigorosamente segrete) invece sui temi e i servizi del Tg satirico, a parte la novità di un nuovo appuntamento che da ottobre andrà in onda la domenica sera: una Striscia monografica condotta dagli inviati, promossi per l'occasione a conduttori. Confermata, invece, la squadra di inviati giornalisti molto particolari, da Jimmy Ghione a Valerio Staffelli, da Dario Ballantini a Max Laudadio, da Stefania Petyx col bassotto ad un nuovo personaggio: Eco, Ugo Eco, da non confondersi con Umberto, un intellettuale organico che raccoglie le istanze del popolo, interpretato da diverse persone e poi una rubrica che coinvolgerà di più i cittadini per dare risposte ai problemi dell'Italia.

 

Sempre rispettando quello che è stato il motivo per cui è nata Striscia la notizia: informazione, ma in chiave ironica, ludica, irriverente. Un esempio fornito anche nella conferenza stampa, dove ai giornalisti è stato consegnato un finto dossier sui direttori di molti quotidiani. "E' solo uno scherzo, ovviamente noi non abbiamo archivi segreti", ha detto Ricci che poi si è lanciato in una parodia di Berlusconi dicendo: "Sono il miglior autore televisivo degli ultimi 150 anni".

 

Rispondendo infine a una domanda riguardante gli ascolti della puntata di "Porta a Porta" con il premier, l'autore ha detto: "Non vedo cosa ci sia da meravigliarsi, sarebbe stato diverso se Berlusconi avesse annunciato di voler parlare delle sue avventure estive".

 

ALCUNI DEGLI INVIATI

 

(Max Laudadio)

  

 (Stefania Petyx)

 

 

(Charlie Gnocchi alias Mister N€uro)

 

(Dario Ballantini alias Valentino)

i chi sono quelle telecamere? Era uno scherzo la video-sorveglianza a Scopello!

 

Scopello: nell’era del Grande Fratello

Video Sorveglianza su Piazza e stradine. Di chi sono quelle telecamere?

Pare proprio che  Castellammare del Golfo abbia scoperto la tecnologia. Così, mentre compilando un modulo su www.recomnet.org/web/castellammare sembrerebbe che il Comune garantisca l’accesso ad Internet libero via Wi-Fi ai cittadini che ne fanno richiesta (anche se la copertura al momento – secondo segnalazione di quanti hanno provato il sistema - sarebbe estesa solo alle zone della Villa Margherita e Cala Marina), un’altra novità si insinua e coinvolge stavolta il borgo di Scopello: la videosorveglianza! In settimana cartelli di avviso e telecamere sono stati istallati nel centro storico e nelle stradine con la motivazione – riportata sui cartelli – che si tratta di riprese per ragioni di sicurezza. Così, anche a Scopello si potrà dire: “Benvenuti nell’era del Grande Fratello” e le allegre e storiche serate estive in piazza tra canzoni, chitarre e gavettoni potrebbero diventare un bel dvd delle vacanze. Ma l’iniziativa pone qualche dubbio: quali ragioni di sicurezza possono spingere ad una costante sorveglianza filmata in un paese che conta pochissimi residenti? Quale organo o istituzione ha richiesto tali strumenti di controllo? In quale ufficio si trovano i monitor e le cassette? L’idea che la piccola piazzetta Nettuno venga trasformata in una moderna Alcatraz iper-controllata inquieta le menti: c’è chi pensa ad uno scherzo (ricordando il precedente caso della fontana da spostare per decisione dell’autorità, vedi http://www.alcamo.it/default.asp?id=859), chi plaude all’iniziativa e chi accusa i compaesani di aver fatto denunce che hanno portato a questo, altri imputano ai litigi tra alcuni abitanti la misteriosa istallazione. I dubbi però rimangono: dal Comune trasecolano e smentiscono che la paternità della videosorveglianza appartenga ai loro uffici. C’è chi non crede siano vere e, come san Tommaso, cerca di toccare con mano, ma la telecamera si mette subito in movimento ed inquadra il malcapitato. Così la gente mormora e l’autorità indaga e fotografa tutto…di chi saranno quelle telecamere?

 

Scopello: Era uno scherzo la Video Sorveglianza

su piazza e stradine per sicurezza…

Scherzo ben architettato quello della videosorveglianza a Scopello! E’ questo l’epilogo della vicenda delle telecamere che giovedì sono state rimosse dagli operai comunali sotto la guida dei Vigili del Comando di Castellammare del Golfo. Ben 6 giorni fa cartelli di avviso e telecamere erano stati istallati nel centro storico e nelle stradine con la motivazione – riportata sui cartelli – che si trattava di riprese per ragioni di sicurezza. L’iniziativa aveva fatto sollevare l’ennesimo vespaio e aveva posto alcuni dubbi: quali ragioni di sicurezza possono spingere ad una costante sorveglianza filmata in un paese che conta pochissimi residenti? Quale organo o istituzione ha richiesto tali strumenti di controllo? In quale ufficio si trovano i monitor e le cassette? Strano. Particolare. Inquietante. Si, però: FALSO…si tratta infatti dell’ennesimo scherzo stile “Amici Miei” di un paese buontempone ed ilare che sa anche non prendersi sul serio. Non è la prima volta che capita: in passato il paese era meta di allegri ragazzi dal gavettone facile; poi c’è stato il periodo dell’acqua della fontana: alcuni paesani avevano scoperto il modo di chiudere l’acqua che sgorgava e così, ad ogni tentativo di ignari turisti che cercavano di abbeverarsi o di irritati C/Maresi che tentavano di riempire bidoni e bottiglie, bloccavano l’erogazione per poi farla partire poco dopo. Sempre con la fontana ricordiamo il precedente caso dell’iniziativa di presunte autorità di spostare il monumentale simbolo per poi scoprire che si trattava di un’esilarante scherzo (vedi http://www.alcamo.it/default.asp?id=859).

 

LINK: se ne parla anche su www.agoravox.it, www.alcamo.it, www.castellolibero.blogspot.com

 

una galleria fotografica per raccontare la speleologia cmarese

 

Grotte suggestive e splendide scenografie naturali: una galleria fotografica

per raccontare le uscite speleologiche del C.A.I. di C/Mare!

Un reportage curioso – vissuto in prima persona - per raccontare le attività speleologiche del Club Alpino Italiano (CAI) in quel di Castellammare del Golfo e precisamente in alcune delle grotte più suggestive ed affascinanti della provincia di Trapani. Così il golfo riesce a coniugare ed amalgamare, in un mix armonico, mare e montagna, attività subacquee e passeggiate speleologiche.

L’appuntamento col gruppo speleologico è previsto di mattina presto: la levataccia è giustificata dal fatto che la giornata all’interno di una grotta vola e il tempo non è mai abbastanza per soddisfare la sete di curiosità e per riuscire a raccontare quanto c’è da vedere, condividere ed apprezzare. L’idea di un team di giovani appassionati di speleologia di portare una sede del C.A.I. anche a Castellammare del Golfo (sottosezione del gruppo di Palermo) è stata una tra le più azzeccate.  Come recita l’articolo “1” dello Statuto del Club Alpino: “il gruppo ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. E le montagne del territorio che accoglie il golfo di C/Mare meritano studio, conoscenza, tutela e diffusione. Così si parte! Addosso una tuta, l’imbracatura classica dello speleologo, una bandana e il casco con la lampadina a batterie o con la fiamma alimentata da una pietra naturale che a contatto con l’acqua sprigiona gas, l’immancabile macchina fotografica, qualche barretta energetica se viene fame e la voglia di divertirsi e curiosare.

L’obiettivo sono le due grotte più affascinanti e maestose del luogo: l’abbisso dei cocci e il ramo dei laghi! Quest’ultimo ha un che di magico e suggestivo, definito “ramo dei laghi” per la presenza al suo interno di laghi che di inverno si riempono d’acqua e una pavimentazione di antiche rocce calcaree, che a contatto con la luce dei caschi brillano come fossero d’oro. Arrivare a raggiungere questo “tesoro” non è facile: si cammina parecchio e per entrare poi nella grotta, che si sviluppa per orizzontale, bisogna scalare una parete; ma la sana fatica che occorre per raggiungere quel silenzio vero, rilfessivo, millenario e le conformazioni rocciose (nelle foto alcuni esempi) costruite goccia a goccia, con secolare pazienza, in un lento gioco-forza tra l’acqua che sa farsi strada e la pietra che si arrende alla goccia, ripaga della sudata!

Entrando nel lungo e buio tunnel, gli speleologi chiedono a noi neofiti di toccare le conformazioni rocciose il meno possibile e di camminare lungo un sentiero tracciato, per evitare di inquinare quel patrimonio naturale creato con tanta pazienza. Effettivamente guardando la scenografia che ci circonda viene da riflettere: mentre fuori accade e accadeva di tutto, passavano fasi storiche, monarchie, dittature, guerre e quant’altro, tra gioie e dolori, lì dentro il tutto si muoveva con un orologio tutto suo, lento e isolato! Un posto che è sopravvissuto alla storia e che per questo provoca rispetto!

“Parlare del CAI – ci dice Salvatore Giallo, uno dei soci del Club Alpino - significa fare riferimento ad una serie di valori che, se non sono esclusivi, certamente ci contraddistinguono e ci qualificano: parliamo del rispetto e della tutela della montagna e della natura in generale, dell’amore per le cose semplici e per il prossimo, dello spirito di solidarietà e di amicizia; non facciamo politica, non difendiamo interessi se non quelli riconducibili ai valori appena citati. Abbiamo forse un difetto: quello di voler contagiare anche i pigri con il nostro entusiasmo per la natura, che realizziamo attraverso varie attività ( escursionismo, speleologia, lunghe camminate)”. In Italia il C.A.I. conta un numero spropositato di iscritti: più di 300.000, oltre ai curiosi e ai simpatizzanti che prendono parte ad alcune uscite senza iscriversi e quindi non vengono contabilizzati, ma che spesso ritornano per riprovare quelle adrenaliniche emozioni. Adesso il Club mira a coinvolgere i più giovani, puntando soprattutto sulle istituzioni scolastiche.  “Abbiamo l’obbligo – aggiunge Salvatore Giallo - di mantenere e divulgare il patrimonio di conoscenze e di esperienza che il CAI si è costruito in questi oltre 140 anni di vita e di tenere vivi gli ideali dei soci fondatori”.

Uscendo dalla grotta viene spontaneo chiedere come poter condividere tutto ciò, ci risponde Salvatore Giallo: “E’ possibile prendere parte alle uscite speleologiche, che sono quasi completamente gratuite (tranne un piccolo contributo per la manutenzione degli attrezzi e l’assicurazione, ndr). Alcuni consigli per chi vuole provare l’esperienza sono relativi all'abbigliamento, all'alimentazione e al comportamento per rendere sicure e piacevoli le passeggiate in montagna e l’ingresso nelle grotte. Attrezzatevi con scarpe da trekking, uno zaino possibilmente impermeabile, una tuta da mettere sotto l’imbracatura che è fornita dal Club. Occorre ricordare che durante un'escursione il consumo di calorie e la perdita di liquidi attraverso la sudorazione sono generalmente superiori alla media quotidiana. E' pertanto importante garantire all'organismo un adeguato apporto idrico. Durante l'escursione è preferibile anche consumare piccoli e frequenti spuntini a base di frutta fresca o secca, pane, fette biscottate, biscotti, rimandando alla fine dell'escursione o alla sera un pasto completo. Come bevande sono consigliabili acqua, tè o succhi di frutta, mentre sono sconsigliate bevande gassate o alcoliche. Per finire c’è da ribadire che uno degli scopi principali del CAI è la tutela dell'ambiente in tutte le sue forme: l'educazione ed il rispetto nei suoi confronti saranno quindi indispensabili. In particolare dovranno essere rispettati gli animali, le piante, le aree coltivate che si attraversano per raggiungere la grotta. I rifiuti non dovranno essere abbandonati ma riposti in appositi sacchetti, che ognuno dovrà portarsi dietro, ed essere depositati nel più vicino cassonetto al ritorno. Sarà inoltre indispensabile che ogni partecipante si attenga ai consigli e alle disposizioni degli accompagnatori”.

Per contattare la sottosezione di C/Mare del C.A.I. e saperne di più

potete cliccare sul sito web www.caidelgolfo.it o scrivere all’e-mail info@caidelgolfo.it.

 

per raggiungere la grotta bisogna arrampicarsi su una parete

attraverso i secoli la goccia forma stalattiti e stalagmiti

 

la bocca dello squalo

 
dentro la grotta

 

pareti brillanti e suggestive

il team di speleologi e simpatizzanti con cui abbiamo realizzato questa uscita

LINK: SE NE PARLA ANCHE SULLA RIVISTA DI RADIO ALCAMO "RAC NOTIZIE"

E SU AGORAVOX, AL LINK http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&id_article=8896

 

Ferragosto di divieti a Castellammare del Golfo? I giovani reagiscono così.

 

divieto d’estate: A C/Mare proteste in spiaggia

per il divieto di fare i falò!!!
 
 
Un modo sicuramente curioso, ironico e simpatico per protestare contro la raffica di ordinanze che hanno investito Castellammare del Golfo, ridente cittadina turistica e costiera del trapanese, nel periodo di Ferragosto. Sembra diventata una vera e propria prassi quella di fare ordinanze che vietano la qualsiasi, pochissimi giorni prima di ciò che si vuole regolare, così in barba ad una giusta organizzazione estiva il Comune di Castellammare (e il suo sindaco di centro-destra Marzio Bresciani) ha deciso di emettere un’ordinanza categorica di divieto assoluto di trasporto legna in spiaggia nel periodo legato al Ferragosto. Così il trasporto di legna è divenuto illegale e controllato attraverso l’ausilio delle forze dell’ordine. Una situazione che avrebbe potuto creare sulle ludiche spiagge in festa di Guidaloca e Plaja non poche tensioni. I giovani di Guidaloca invece hanno pensato bene di rendere ridicola l’ordinanza, accendendo un fuoco finto fatto ad arte (grazie all’indispensabile apporto dello scenografo palermitano Ottavio Anania) con carta velina rossa e gialla, un ventilatore che lo facesse fluttuare e una scritta sarcastica che recitava “Astuta sta minchia”. I vigili del fuoco e la guardia forestale ci sono cascati in pieno (mentre vigili urbani e polizia guardavano la situazione dall’alto con inquietante dovizia) e il Comune, si spera, ha capito che in fin dei conti i falò sono solo un momento di assoluto divertimento e rinnovo di una tradizione che in un posto di mare come il golfo trapanese rappresentano un’immancabile appuntamento. Così Castellammare continua a soffrire per colpa di divieti legati alla musica, agli eventi e al divetimento. Una raffica di “NO” che sta via-via smontando l’obiettivo turistico del luogo e trasformando il paese in un mero dormitorio. In seguito alle ordinanze il gruppo ZEP (che si prepara a realizzare l’iniziativa “Per Le Antiche Scale” di cui vi parleremo presto) aveva anche proposto di preparare attraverso sponsorizzazioni private cento bracieri da distribuire nelle spiagge fulcro del ferragosto castellammarese. Il Comune però ha preferito optare per il pugno duro e pagare lo straordinario agli già strapagati vigili urbani per far rispettare un divieto piuttosto grossolano. Una spesa piuttosto inutile per il Comune che avrebbe potuto stanziare un’analoga cifra, invece, per regolare la pulizia delle spiagge l’indomani dell’inevitabile festività.
 

  

  

 

Processioni: la cera è pericolosa

 

la cera della processione del 21 di agosto è pericolosa,

richiesta dei giovani C/Maresi per vietare le candele

Una petizione indetta dal gruppo ZEP riguarda la tradizionale processione cattolica prevista per il 21 di agosto. Il gruppo – in seguito alla serie di ordinanze di divieto emesse dal Sindaco di Castellammare del Golfo, Marzio Bresciani – si è chiesto le motivazioni per cui il Comune del noto paese di mare usi due pesi e due misure in termini di sicurezza, vietando l’uso di legna durante il ferragosto in spiaggia ma permettendo ai fedeli cattolici di camminare per le strade di Castellammare la sera del 21 di agosto con candele accese che colano per terra. La cera rende, infatti, le strade del paese piuttosto pericolose per diversi giorni, procurando scivoloni, capitomboli, incidenti stradali e sbandamenti di auto e motorini. Così, vista l’indifferenza degli organi preposti, il team di giovani C/Maresi ha deciso di indire una petizione per far vietare l’uso delle candele durante la tradizionale processione

 

RAC LIVE Estate: domenica 30 agosto ultima puntata in spiaggia e diretta radio

 

Rac Live Estate: 30 agosto puntata conclusiva per salutare l'estate!

 

Gavettoni, giochi, scherzi, notizie, rubriche curiose e ludici momenti, gadget e ospiti curiosi: questo e molto altro ancora è stato RAC LIVE Estate! Visto il successo delle puntate in onda l'emittente ha deciso di prolungare i festeggiamenti regalando al popolo della spiaggia un'altra intensa puntata in onda domenica 30 agosto dalle 10.30 in diretta dal lungomare Plaja presso la spiaggia del Lido Peter Pan. La quarta edizione della nota trasmissione condotta da Tanya Conticelli e Fabio Barbera (nella foto), con la regia musicale di Peppe "Pex" Parrino e uno staff tecnico di tutto rispetto, ha shakerato un eterogeneo cocktail fatto di buona musica ed esilaranti momenti di diretta che potrete vedere anche nella nutrita galleria delle immagini della trasmissione sul sito www.radioalcamocentrale.it.

SE NE PARLA ANCHE SU WWW.AGORAVOX.IT

bracconaggio a Scopello

 

Bracconieri a Scopello:

pratiche barbare per intrappolare gli uccellini.

 

 

Anche le montagne che sovrastano l’antico borgo di Scopello, giunta l’estate, solleticano l’interesse dei bracconieri. Il loro obbiettivo è intrappolare piccoli uccellini come i cardellini per poi ingabbiarli e venderli come animali da compagnia. La pratica, barbara e violenta, avviene con una certa frequenza e regolarità proprio sui boschi sopra Scopello – ridente e piccolo borgo del trapanese, immerso nella natura, tra mare e montagna - e rappresenta uno degli hobby più disumani consumati dai bracconieri. Questi, posizionando le loro trappole sui fiumi e sui corsi d’acqua, impediscono ai piccoli uccellini (fauna locale che all’interno della Riserva dello Zingaro è protetta e tutelata) di abbeverarsi e bagnarsi, finendo così irrimediabilmente incastrati in queste vere e proprie tagliole che li intrappolano, oppure andando incontro a morte sicura. Adesso si spera in un’azione di contrasto del fenomeno da parte della guardia forestale.

Roma Fiction Fest 2009

 

AL ROMAFICTIONFEST

 

il festival della fiction italiana e straniera
 
 

Torna il Roma Fiction Fest: la rassegna che porta le anteprime delle più belle fiction televisive nelle tre sale romane Auditorium Conciliazione - Multisala Adriano – Sala Tesi LUMSA. Così personaggi, attori, autori, racconteranno le fiction che hanno portarto sugli schermi italiani e stranieri anticipazioni, retroscena e gustosi aneddoti. Sono circa 250 i titoli in programma nelle diverse sezioni, con 27 anteprime mondiali, che mettono in scena l'inventiva e la creatività dei Paesi che partecipano, tracciando così diversità e similitudini delle abitudini del popolo televisivo globale. RAC Notizie sarà presente alle varie iniziative legate all’evento!

 

 

Torna il RomaFictionFest, la manifestazione che in tre anni di vita ha trasformato Roma nella più importante vetrina dedicata alla fiction italiana e internazionale, ospitando i più celebri protagonisti del piccolo schermo e gli operatori del settore, diventando così un punto di riferimento imprescindibile nel settore dell’audiovisivo.

 

“Sin dalla sua prima edizione il RomaFictionFest ha cominciato a costruire un progetto di manifestazione nuova - sottolinea Steve Della Casa, direttore artistico dell’iniziativa - Nuova perché nuovo,contemporaneo e moderno è l’argomento del Festival. Ma nuova anche perché supera, di fatto, i modelli preesistenti di festival, fondati più sull’autore che sul prodotto. Qui invece a essere centrale è il prodotto, la professionalità di chi lo pensa, lo realizza, lo interpreta, lo produce. Più che un aggiornamento della critica tradizionale, ne è il superamento. Non è il gusto (di chi organizza, di chi scrive) il criterio della scelta. E’ invece la natura industriale e di massa del prodotto a essere al centro di tutto il progetto di RomaFictionFest. Man mano che ci siamo addentrati nell’universo della fiction, abbiamo potuto constatare che questo atteggiamento era giusto, ed era forse l’unico possibile. Abbiamo verificato come in tutto il mondo la fiction sia lo spettacolo popolare per eccellenza, il modo in cui si raccontano storie e con cui le varie società si rappresentano”.

 

(il premio catodico del Roma Fiction Fest, se ne parla anche al link http://www.agoravox.it/ROMAFICTIONFEST-terza-edizione-il.html)

 

Ecco dunque che il festival riprende a perlustrare la fiction di tutti i continenti, per far conoscere, in anteprima, al pubblico italiano i contenuti di questo ‘spettacolo popolare’ e le sue storie, provenienti da 24 nazioni. Ma anche per far conoscere a chi seleziona e programma le reti televisive degli altri paesi il meglio della produzione nazionale.

 

Grande novità della terza edizione sono, infatti, i RomaTvScreenings: panoramica sulla migliore produzione seriale italiana edita (una su tutte la serie Boris su Fox su Sky, la cui terza serie sarà presentata dagli autori durante la manifestazione), una vetrina della fiction italiana da esportare al di là dei nostri confini che affianca i consolidati RomaTvPitching.

 

(BORIS: se ne parla su AGORAVOX all'indirizzo http://www.agoravox.it/Boris-una-fuori-serie-che-prende.html)

 

Molti i personaggi che sfileranno sugli Orange Carpet dell'Adriano e dell'Auditorium, dai volti più famosi e amati della fiction italiana ai beniamini di quella straniera. Elena Sofia Ricci lascia il testimone di madrina della terza edizione ad Anna Valle, una delle protagoniste più raffinate della fiction italiana, interprete di ruoli intensi in successi come “Commesse”, “Soraya”, “Le stagioni del cuore”. Ospite d’onore della serata d’apertura della terza edizione è Buzz Aldrin, l'astronauta della Missione Apollo 11 entrato nella storia per aver compiuto, insieme a Neil Armstrong, la prima passeggiata sulla Luna il 20 luglio 1969. In occasione del 40° anniversario di quell’evento, che ha cambiato non solo la storia delle missioni spaziali ma anche quella della televisione, il RomaFictionFest presenta in anteprima mondiale il film per la TV MOONSHOT. The Flight of Apollo 11 (MOONSHOT. L’Uomo sulla Luna). La spettacolare proiezione in HD, in collaborazione con History Channel, è in programma il 6 luglio 2009 all’Auditorium Conciliazione.

 

Tra gli ospiti più attesi, arriva al RomaFictionFest il naufrago dell'isola più celebre della televisione, Matthew Fox, alias il dottor Jack Shephard di LOST. E al grande successo della pluripremiata serie il Festival dedica ampio spazio anche con la presenza di Damon Lindelof (ideatore, autore e produttore esecutivo) e Carlton Cuse (autore e produttore esecutivo), ai quali sarà consegnato il Premio speciale RomaFictionFest 2009. I due autori, insieme al produttore esecutivo Jack Bender, saranno i protagonisti di una delle tre Masterclass previste quest’anno, che faranno scoprire, dalla voce degli stessi autori e produttori, i segreti delle più famose serie tv internazionali.

 

(il cast della serie LOST, se ne parla su AGORAVOX all'indirizzo http://www.agoravox.it/LOST-Una-serie-che-macina-successi.html)

 

ANTEPRIME IN ONDA DA AUTUNNO!!!

 

L'Auditorium Conciliazione è il luogo deputato alle anteprime italiane ed internazionali fuori concorso, alle serate di apertura e di chiusura e alle premiazioni del concorso fiction edita e inedita. Dopo l’evento di apertura, ospiterà - come sempre alla presenza del cast tecnico e artistico - alcune nuove produzioni che approderanno sul piccolo schermo in autunno, come il sopracitato Boris, Hustle (nella foto)

 

 

e come quelle che vi proponiamo in anteprima qui di seguito:

 

Le Segretarie del Sesto

 

Miniserie prodotta da Immagine e Cinema per Rai Fiction, con un ricco cast femminile che interpreta le segretarie del titolo, indispensabili figure che vivono all’ombra del potere: Claudia Gerini, Micaela Ramazzotti, Tosca D’Aquino, Antonia Liskova. Accanto a loro un commesso d’eccezione, Franco Castellano.

 

(Claudia Gerini)

 

Occhio a quei due

 

E’  il tv movie con l’irresistibile coppia Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, affiancati da Antonia Liskova. Una divertente comedy poliziesca nella quale il duo comico interpreta due poliziotti amici-nemici, alle prese con rivalità sia sul lavoro che nella vita privata.

 

(Greggio e Iacchetti in "Occhio a quei due", se ne parla su AGORAVOX all'indirizzo http://www.agoravox.it/Greggio-e-Iacchetti-in-tv-facciamo.html)

 

LINK: tutte le anteprime su www.romafictionfest.it

per vedere le prime due serie di Boris gratis su internet in streaming cliccate su http://www.linkstreaming.com/index.php?s=boris

per vedere le prime tre seri di Hustle gratis su internet in streaming cliccate su http://www.linkstreaming.com/hustle.html

 

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Autori e attori di cinema e teatro in agitazione:

"Il governo Berlusconi taglia i fondi per Cultura e Spettacolo"

 

 

Nello scorso week end si è conclusa con un po’ di amarezza la kermesse del Roma Fiction Fest. Sull’orange carpet all’Auditorium Conciliazione sono saliti numerosi attori e autori, alcuni (molti) però portavano addosso una maglietta che lanciava un messaggio al pubblico intriso di malcontento: nei prossimo mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno artisti, meno idee, conseguenza dei massicci tagli alle risorse destinate alla cultura e allo spettacolo. Queste parole hanno circolato per tutta la serata dell’evento, attraverso dei volantini distribuiti dalle stesse maestranze che lavorano per l’industria culturale in Italia. Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento dei rappresentanti degli autori di cinema e teatro, degli attori e delle attrici e dei lavoratori dello spettacolo.
 

"Durante i giorni del G8 in occasione del summit dell’Aquila il nostro Presidente del Consiglio ha raccontato hai suoi illustri ospiti di un Paese che ha a cuore la cultura e l’arte, ha mostrato chiese salvate e capolavori strappati alla polvere, ha narrato di una terra in cui la cultura è un valore etico e una ricchezza. Eppure in questi stessi giorni, proprio il governo del presidente Berlusconi ha deciso una riduzione violenta dei finanziamenti pubblici alla cutura e all’intero mondo dello spettacolo - composto da 200.000 lavoratori in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. In Europa non ci sono più frontiere, siamo un’unica grande comunità.

Ma se gli altri paesi a noi vicini investono in media l’1,5 per cento del PIL (Prodotto Interno Lordo) per la cultura e lo spettacolo, l’Italia ha un record negativo con lo 0,1 per cento. Un esempio per tutti. Mentre il finanziamento complessivo dello Stato italiano Unico dello Spettacolo è di 394 milioni di euro, in Francia lo Stato investe 543 milioni di euro solo per il settore dell’audiovisivo, di cui circa la metà per il cinema. 

Ad aggravare il quadro c’è il taglio alle produzioni di fiction, annunciato e già in parte messo in atto da parte di RAI e Mediaset, di circa il 30% rispetto all’anno scorso.

Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, meno idee - in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di profondità, di energia creativa, di allegria.

Questo severo taglio di risorse, che mette a rischio tutte le realtà produttive, e soprattutto le più piccole che spesso rappresentano l’eccellenza artistica italiana, non rappresenta un semplice ridimensionamento, ma si configura come un pressocché totale annientamento della produzione artistica.

L’arte e la cultura italiana rappresentano non solo un nostro patrimonio ma qualcosa che appartiene alla comunità internazionale: meno cultura in Italia equivale a dire meno cultura nel mondo. Noi non consentiremo che questo accada, consapevoli che gli artisti degli altri paesi - a partire dalle grandi manifestazioni artistiche internazionali dell’estate e dell’autunno - non ci lasceranno soli in questa battaglia.

Gli autori di cinema e teatro, degli attori e delle attrici e dei lavoratori dello spettacolo"

SE  NE PARLA ANCHE SU
 

al link http://www.agoravox.it/Autori-e-attori-di-cinema-e-teatro.html

DESIGN ZINGARO 2009

 
DESIGN ZINGARO 2009
 

Mostra itinerante di cose, parole ed immagini presso la

Riserva Naturale Orientata dello Zingaro

Torna l’iniziativa che vede congiungersi, in una particolare collaborazione, la Riserva Naturale dello Zingaro, l’Università di Palermo e gli artigiani del castellammarese. Si tratta della mostra DESIGN ZINGARO che, nell’edizione 2009, è organizzata dal corso di Progettazione Ambientale e promossa dalla Riserva Naturale, dal Dipartimento di Design, dal corso di laurea in Disegno Industriale dell’Università di Palermo, si articolerà al chiuso e all’aperto in diversi luoghi della stessa Riserva. Durante tutta l’iniziativa saranno esposti progetti, modelli, prototipi ed installazioni realizzati in fibre vegetali da studenti e da artisti con la compartecipazione dei maestri intrecciatori della R.N.O. dello Zingaro e realizzati seguendo la pratica della progettazione e della didattica partecipata. La geniale idea è partita l’anno scorso grazie all'intuizione dei ragazzi e dei professori della facoltà di disegno industriale dell'Università di Palermo, che si sono posti una semplicissima domanda: "che fine hanno fatto gli artigiani che producevano, partendo dal materiale naturale frutto della terra, prodotti di straordinaria manifattura come canestri, bracciali, sacche, cappelli e molto altro ancora?". La risposta è prontamente arrivata dal direttore della Riserva dello Zingaro: "Qui, all'interno del parco, girano numerosi artigiani che sanno fare quei manufatti e su tutti i sette chilometri che appartengono alla Riserva si trovano anche le materie prime per realizzarle". Così è nato il sodalizio tra il team universitario e quello della Riserva Naturale dello Zingaro. Insieme hanno dato vita ad un marchio che nasce sotto al nome di "Design Zingaro" e che darà i natali a numerosi oggetti artigianali creati grazie alla sapienza di maestri che operano sul territorio, alla quantità di materie prime provenienti dalla Riserva e alla bravura e alla cooperazione tra i ragazzi della facoltà di design e il personale del Parco. Quest’anno l’obiettivo dell’ iniziativa è quello di sostenere una cultura d’impresa capace di promuovere una economia basata su innovazioni eco-compatibili e rivolta allo sviluppo della nostra collettività. La mostra sarà inaugurata domenica 21 giugno 2009 alle ore 10.30 presso il Centro Visitatori dello Zingaro e  sarà in seguito accompagnata da diversi eventi, tra cui "La Puddiredda" coreografia a cura dell’Associazione Siciliana Danza, per concludersi nella primavera del 2010. L’inaugurazione sarà preceduta, tra il 20 e il 21, dal saluto al solstizio d’estate con "La notte dei poeti" organizzata dal Cenacolo della Associazione Triquetra di Castellammare.  Potete vedere oggetti, procedure di realizzazione e iniziative varie legate al marchio "Design Zingaro", quindi, per tutta l'estate, recandovi al museo delle attività marinare e al museo naturalistico, entrambi siti all'interno della Riserva Naturale, dove sarà installata la mostra che raccoglie gli oggetti nati sotto al marchio "Design Zingaro" e intitolata "Mostra di Cose, Parole ed Immagini" o cliccando sul sito www.riservazingaro.it.

LA NOTTE DEI POETI

All’interno di quest’edizione di Design Zingaro si darà spazio anche alla poesia e alle rappresentazioni. "La notte dei poeti" è un incontro - svolto nella serata più breve dell’anno - aperto a tutti coloro che vogliono attraverso diverse forme di arte, come un canto, l’esecuzione di un brano musicale, la lettura di un testo letterario o più semplicemente la comunicazione di un pensiero spontaneo salutare l’entrata dell’estate, con l’augurio di un felice raccolto e di buon viaggio all’interno della mostra. Con la collaborazione del gruppo teatrale Triquetra, l’eccezionale bravura di artisti e simpatizzanti che parteciperanno e la suggestiva scenografia della Riserva, da dove prenderà il via il tutto, l’appuntamento diventa imperdibile: l’incontro avvverrà presso il piazzale dell’ingresso Sud (Scopello) della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, alle ore 20,30 del giorno 20 giugno e si concluderà alle prime luci dell’alba del 21 giugno. Gli organizzatori consigliano di presentarsi equipaggiati con abiti comodi e caldi e consigliano: "staccate la spina, durante il raduno spegnete i cellulari".

INFO:
designzingaro@gmail.com
info@riservazingaro.it
cell. 3343749655 – 3204259023

per saperne di più ci sono anche i siti Internet

www.unipa.it/designzingaro, www.riservazingaro.it, www.triquetra.it

 

scherzi e controscherzi: spostata la fontana a Scopello!

 

Sequestrata la fontana: sarà spostata il 21 giugno!

 

Viaggio pirandelliano negli scherzi di paese.

 

 

Furiose proteste dei cittadini, intervengono anche Guardia Forestale, Comune, Vigili Urbani e un avvocato per la notizia sconcertante: la fontana del paese verrà spostata! Incredibile… ma vero?

 

 

Qualcuno direbbe: “non è vero, ma ci credo”. Nella giornata di ieri - mentre in romaniche terre si accendevano gli animi per l’arrivo di Gheddafi - a Scopello, ridente piccolo Borgo di Castellammare del Golfo con pochissimi abitanti all’attivo, si consumava un “tragico” avvenimento: ignoti  hanno transennato la fontana situata nel mezzo del centro storico (simbolo del paese) ed hanno applicato sulle transenne un documento del tutto simile a quelli emessi dal Comune quando si annunciano iniziative pubbliche. Il foglio recitava così i "lavori per lo spostamento della Fontana - come richiesto dalla maggioranza degli scopellesi - inizieranno il 21 giugno". Curioso, strano ma soprattutto finto: palese scherzo a cui gli scopellesi sono caduti in pieno! I turisti presenti in loco raccontano tramite segnalazione la disperazione generale per l’improbabile iniziativa del Comune. Addirittura due cittadini hanno sùbito ingaggiato un avvocato, che prontamente ha chiamato il Sindaco per chiedere piccato spiegazioni in merito. Un altro abitante del luogo ha chiesto di prendere le impronte digitali sul documento per risalire all’identità degli autori del gesto in pieno stile CSI. Mentre altri si recavano all'ufficio tecnico per protestare, l’avvocato ha anche contattato la Guardia Forestale che prontamente è intervenuta. Nel frattempo sopraggiungeva il Corpo dei Vigili Urbani, sono state effettuate riprese, fotografie e sequestrate le locandine. Così la questione della fontana da spostare inquieta gli animi e la notizia rimarrà ancora a lungo fresca di polemica: c’è addirittura sul posto chi presume che, visto l' enormità del fatto, il comune sporga denuncia per vilipendio.

Nella foto: la fontana di Scopello con le transenne e il documento con loghi e firme del Comune che avvisavano la citttadinanza:  i "lavori per lo spostamento della Fontana - come richiesto dalla maggioranza degli scopellesi - inizieranno il 21 giugno".

 

Scopello: divieto d'estate!

 

Scopello: Accessi al mare negati

 

Cronaca di un’estate 2009 vietata,

tra cancelli e proprietà private

 

 

Le spiagge di Punta Pispisa, Tonnara, Baialuce e Cala Dell’Ovo sono coperte da cancelli e da segnali di divieto che ne ostruiscono e impediscono il passaggio. Ma il mare non dovrebbe essere di tutti?

 

 

Per parlare degli accessi negati in quel di Scopello, ridente e piccolo borgo appartenente al Comune di Castellammare del Golfo, dobbiamo guardare un po’ al passato. A quel passato in cui, in una calda mattina d’estate, una carovana di pionieri si avvicinava inesorabilmente a quei territori vergini e affascinanti, meta turistica a metà tra mare e montagna. Quella carovana aveva un’intenzione e un obbiettivo da raggiungere a tutti i costi: costruire i propri villaggi all’interno di quell’ancora incontaminata terra su spiagge come Baialuce, Mazzo di Sciacca, Punta Pispisa ecc ecc. Costruire e chiudere tutto. Stop, di qui non si passa. Proprietà Privata. C’è un gusto morboso, quasi sessuale, nel poter dire a qualcun altro: tu di qui non puoi passare!  E loro, quei pionieri, lo sapevano bene e volevano raggiungere quel potere quanto prima, anche a costo di entrare in conflitto con gli indigeni, gli autoctoni che da sempre a Scopello ci vivevano e di quel “NO” perentorio se ne facevano beffe. Ma anche gli indigeni, nonostante la loro riluttanza e opposizione alla creazione di quei villaggi, avevano dovuto soccombere. Questa non è una storia da vecchio west, ma una realtà vissuta sin dagli anni ’70, e ancora oggi, nel territorio castellammarese di Scopello, allora ancora incontaminato e fruibile ed ora diventato un ammasso di cemento e recinzioni che non permettono neanche di poter accedere al solo posto ancora libero, il mare. Così la bellissima costa castellammarese che contorna il piccolo borgo di Scopello, che poteva essere meta più ufficiale di turisti, curiosi e simpatizzanti, vive in realtà e suo malgrado sotto l’alto controllo di alcuni indefiniti proprietari di villini che si godono le bellezze del luogo, deturpandole però con barriere, cancelli e cartelli di divieto che (accade alla Tonnara) pongono un limite anche al salutare passeggio o a chi vuole fare una semplice foto per conservarne la bellezza. Il tutto accade senza che nessuno dica niente, come se si può porre un limite all’accesso al mare o si può vietare di fare foto in uno spazio aperto e libero. Non si può, ma si fa: il loro scopo è quello di mantenere quei privilegi conquistati nel tempo che consistono nella gestione di quel territorio da loro occupato, esclusività che verrebbe a mancare qualora qualcuno (finalmente) chiedesse di abbattere quelle barriere che ostruiscono il passaggio verso le fresche acque del nostro mediterraneo. 

 

 

 

arriva il Fiorello Show

 
Il Fiorello Show ha cambiato il modo di fare tv
 
corrispondenza dal Palatenda di Piazzale Clodio a Roma
 
 

Uno spettacolo in piena regola quattro volte a settimana per un pubblico diverso ogni sera e per SkyUno, il nuovo canale Sky che ha rimodernizzato il varietà. Fiorello è inarrestabile di fronte alla platea di uno studio immenso e coloratissimo. Tra il pubblico – tra gli altri - si ritrovano sempre grandi personalità o personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo, della tv, del giornalismo, della musica, dello sport e della politica. L'artista siciliano ammette che il momento è propizio per fare satira e intrattenimento, perché è più facile far ridere in tempi di crisi ("Quando facevo il karaoke eravamo in piena Mani Pulite ed era forte la voglia di… evadere"), si dichiara d'accordo a pagare la tassa sui ricchi proposta dal segretario del Pd ("Dj Franceschini è bravo, ha fatto una proposta intelligente"), parla poco della tv generalista ("Ho detto quello che pensavo della tv e tutti mi hanno dato contro, ma torno a ripetere che, a proposito di varietà, se si mollasse qualche programma che va avanti da anni per sperimentare qualcosa di nuovo sarebbe meglio"). Il Fiorello Show è un mix di musica, ospitate, satira, momenti gustosissimi e curiosi. Uno spettacolo in piena e assoluta libertà. Tre serate live per tre ore a puntata di puro divertimento e quattro appuntamenti su Sky che ne rappresentano il sunto; il Fiorello show si presenta ogni sera diverso, amalgamato e modellato anche sull’attualità e sugli ospiti, ma al centro però c’è lui: Fiorello. Il “fantasista” siciliano è coadiuvato nel One Man Show da un’orchestra capitana dal maestro Enrico Cremonesi e dal team di autori provenienti da Stasera Pago Io e Viva Radio2. Una squadra vincente e si sa che squadra che vince non si cambia. In studio  megaschermi, colori e luci accolgono il pubblico in ciò che su Sky è solo una piccolissima parte di ciò che accade dal vivo. Il consiglio, quindi, è di andare a vederlo di presenza almeno una volta: non ve ne pentirete!

 

 

 

 

 

Padre Crociata: epilogo della "lettera gogna".

 

Va via il prete che chiese

i soldi ai commercianti

 

Il prete delle parrocchia di Scopello aveva inviato una lettera ai commercianti del piccolo borgo di Scopello per chiedere “un contributo di sponsorizzazione”. Tradotto voleva dire che “cacciate fuori la grana”. In seguito alla notizia che avevo intitolato “Se è dio a chiedere il pizzo”, si era creato scandalo e indigazione, adesso il prete va via!

 

Eh, si capita anche questo! A Scopello il parroco della Paroccchia “Maria SS. Delle Grazie” tale padre Michele A. Crociata decise tempo fa di fare dei lavori di ristrutturazione alla chiesa. Lodevole iniziativa, ma i soldi – si sa – non sono mai sufficienti e il prete, consapevole del fatto che non basta spolpare solo i fedeli che si presentano alla messa, ha dovuto inventarsi qualcosa di meglio per aggiudicarsi una cifretta un po’ più consistente. A Scopello lo conoscono bene: Padre Crociata è di quelli ne sa una più del diavolo! Il parroco così mise mano al pc e scrisse una lettera, inviata poi a tutti gli operatori economici presenti sul territorio parrocchiale. La lettera era chiara, secca e decisa: “qui ci vogliono i soldi”. Certo non è facile motivare una richiesta così diretta e spicciola, ma Padre Crociata sapeva come fare: toccando gli interessi e il portafoglio del commerciante sprovveduto, spesso non praticante ma ossequioso nel confronti del clero (perché non si sa mai). Così nella lettera il parroco ha ricordato agli operatori economici che la chiesa favorisce tutti, anche e soprattutto i commercianti, gli stessi commercianti che ogni domenica percepiscono notevoli guadagni grazie ai clienti che dalla messa si riversano poi nei vari bar, paninerie, negozi di souvenir. Insomma, la chiesa vi dà i soldi dei fedeli, adesso dovete darne un po’ voi alla chiesa! Questa era la strana richiesta che è risuonata quasi come una estorsione dolce facendo sollevare indignazione, proteste e articoli di denuncia. Alcuni abitanti del luogo addirittura decisero di girarla alla curia vescovile di Trapani per capire se fosse lecito che un prete realizzasse un’azione del genere, così lontana dal pensiero cattolico (in fin dei conti a pensarci bene non è poi così lontana). Il parroco di Scopello, per dar forza alla sua richiesta, allegava anche il conto consuntivo dell’anno 2006, una specie di dichiarazione dei redditi, con tanto di entrate ed uscite così quantificate: 7.027,95 euro le entrate tra battesimi, matrimoni, anniversari, libere elargizioni, offertorio; 5.910,33 euro le uscite tra acqua, luce, giardiniere, spese generali e per liturgie! C’è da chiedersi se quanto dichiarato corrisponda poi al vero, visto che le entrate per matrimoni e battesimi sono solitamente nettamente superiori alle cifre dichiarate, ma è meglio non stare qui a chiedersi se dio lavora in nero o fa evasione fiscale (non vorrei che mi arrivasse un fulmine tra capo e collo mentre sto scrivendo questo articolo), meglio occuparsi solo della strana lettera del parroco che, come incentivo alla sua richiesta, aveva anche scritto che nel corso della messa avrebbe letto i nomi dei contribuenti (una sorta di pubblicità ai negozianti più “generosi” all’interno della santa messa, neanche un team di pubblicitari di Pubblitalia avrebbe mai pensato ad una cosa più blasfema di questa) non dimenticandosi però di dare ampio risalto anche a  quelli che NON avrebbero contribuito, un po’ per dovere di chiarezza, un po’ per vendicarsi dei commercianti più tirchi che devono essere messi alla gogna dai fedeli. Quei fedeli che, in attesa delle manutenzioni che verranno realizzate con quei soldi, sognano una chiesa più bella, più comoda. Magari con l’aria condizionata. D’altronde è risaputo che “senza soldi non si canta messa!”. Padre Crociata non si aspettava che la sua iniziativa, ribattezzata “lettera gogna”, avrebbe alzato un vespaio inimmaginabile e il 19 aprile – epilogo della vicenda – l’ingegnoso prete dovrà lasciare la parrocchia a padre Puma. Cartellino rosso, quindi, per padre Crociata che però comunica via lettera (arridagli) che la decisione è dovuta ad un semplice cambio della guardia e noi (cittadini, fedeli, contribuenti) come sempre vogliamo crederci!

  

Nella foto: padre Crociata a Scopello

Telejato e Pino Maniaci: gli mettono i bastoni fra le ruote a suon di querele

 

Pino Maniaci rinviato a giudizio

per “esercizio abusivo della professione”

 Ondata di solidarietà (anche su facebook, sui siti di controinformazione, su Radio2 e sui giornali nazionali) per Pino Maniaci, direttore della tv anti-mafia e di controinformazione Telejato (www.telejato.it). Il direttore dell'emittente televisiva di Partinico (con cui collaboro anch’io), è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. Pino non ha mai voluto prendere il tesserino dell'Ordine,  ma scrive e conduce con passione ogni giorno il Tg dell'emittente locale, più volte minacciata, querelata e contestata da boss e notabili della zona di Partinico. Lo stesso Maniaci lo scorso anno era stato minacciato dal figlio di un boss della famiglia Vitale detti “Fardazza” e aveva subito percosse e attentati (l’ultimo in ordine cronologico è stato quello dell’auto bruciata). Anche il figlio (Giovanni Maniaci, cameraman dell’emittente) aveva ricevuto lo stesso trattamento con minacce e inseguimenti. Pino ha ricevuto l’anno scorso, davanti ai miei occhi, la tessera e l’iscrizione all’ordine dei giornalisti honoris causa, consegnata in pompa magna da una delegazione scesa da Roma. Nonostante ciò il baffuto direttore dovrà comparire in tribunale l’8 maggio per esercizio abusivo della professione. E quindi sorge una domanda e il malcontento serpeggia negli ambienti della controinformazione: “l’ordine è diventata un’istituzione inutile che dovrebbe essere smantellata?”. Esistono migliaia di tesserati che non esercitano la professione ma usufruiscono delle agevolazioni (politici, conduttori, gente che vende materassi e pentole in tv) e per contro alcune persone - giornalisti veri - che non sono iscritte all’ordine e che ogni giorno sono sul campo, scrivono, beccano querele e intimidazioni, vivono davvero la professione e per giunta devono sentirsi rimbeccare. A cosa serve, quindi, un ordine dei giornalisti politicizzato e minaccioso che non tutela dagli attacchi chi esercita la professione ma, al contrario, si mette contro e si pone solo come club (tipo Rotary o Lions) di iscritti eccellenti che neanche scrivono? (Nella foto in alto: la solidarietà del popolo di Facebook al giornalista partinicese).

E sul sito CastelloLibero l'intervista di Pino a Caterpillar

 la si può ascoltare cliccando sul link

 http://castellolibero.blogspot.com/2009/04/pino-maniaci-caterpillar-radio2.html

 

Scopello: cittadino si fa multare per chiedere giustizia a suon di ricorsi

 

Scopello: cittadino si fa multare per mettere

in evidenza le irregolarità a suon di ricorsi

 

 

 

 

"Un’idea sicuramente originale e particolare quella del cittadino scopellese che ha deciso di farsi multare per far affiorare - a suon di ricorsi - le irregolarità e i paradossi che riguardano l’annoso problema dei parcheggi a Scopello. Nel piccolo borgo, infatti, per le ZTL valgono due pesi e due misure! Così, proprio quel cittadino spazientito, ha deciso di mettere in evidenza - facendosi multare e avviando una serie di ricorsi - l’omessa apposizione della segnaletica su una parte di via Marcopolo di Scopello, malgrado la delibera ordini diversamente. L’azione intrapresa è avvenuta dopo che una serie infinita di segnalazioni sono andate a vuoto, perdendosi nelle pirandelliane pieghe della burocrazia".

arriva la SPARATUTTO, la nuova legge sulla caccia

 

E adesso arriva la "sparatutto",

 la nuova legge sulla caccia!

 

Arriva la sparatutto: licenza di imbalsamare, sparare su cani e gatti se ritenuti molesti e autorizzazioni anche ai sedicenni.

Ecco come trasformare l’Italia in un mostruoso campo di battaglia!

  Ci siamo, le leggi parodia sono arrivate a toccare anche il delicatissimo settore della caccia. Un settore particolare perché già minato da una cattiva reputazione fatta di bracconaggio e illegalità varie, adesso però l’opinione pubblica avrà di che dissentire: insorgono già associazioni ambientaliste, movimenti dei consumatori e degli agricoltori, persino le stesse associazioni di cacciatori (Arcicaccia e Federcaccia) per una legge che stanno discutendo proprio in questi giorni e che è già stata ribattezzata “SPARATUTTO”, legge che se approvata sarebbe da ritenere perlomeno sconvolgente. Per Lipu, Lav, WWF e l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) è un ritorno al Medioevo.  Una novità su tutte è la licenza di caccia acquisibile già all’età di 16 anni, età in cui i teneri virgulti ancora non guidano, non votano e sono limitati nelle scelte, ma potranno comunque imbracciare un fucile e provare l’ebbrezza di sparare ad un animale. Con la nuova legge, poi, scomparirebbe la definizione di specie particolarmente protette, sarebbe autorizzato l'uso senza limiti degli zimbelli - civette lasciate appese per le zampe ad agitarsi per ore, in modo da attirare con la loro sofferenza altre prede - e si aprirebbero le porte dei parchi naturali alle doppiette. Diventerebbe così possibile praticare l’insano sport nei parchi con specie a tutt’oggi non cacciabili. Si potrà praticare l’imbalsamazione delle bestie cacciate e si potrà anche sparare sulle specie lungo le loro rotte di migrazione: pensate a volatili in fase di migrazione che farebbero da mirino a cacciatori adulti o adolescenti che per puro diletto decidono di sparargli contro. Non sono delle belle scene, sicuramente, quelle a cui si potrà assistere grazie alla “legge sparatutto”, che trasformerà difatto i cacciatori in novelli James Bond, con licenza di uccidere un po' tutto quel che si muove. Ma questa è l’Italia della caccia libera e con la legge scritta da Franco Orsi (Forza Italia) – la macabra ironia del caso sta nel nome del creatore della legge - diverrà talmente libera che più libera di così non si può! La replica di Franco Orsi giunge dalle pagine di Repubblica, l’autore della legge ritiene che le modifiche non restringano l'elenco delle specie tutelate, fatta eccezione però per i danni prodotti all'agricoltura e per i rischi "all'incolumità pubblica". Di fatto saranno i sindaci e i prefetti a stabilire di volta in volta se lupi, orsi, corvi, volpi, ma anche cani e gatti molesti costituiscono una minaccia da arginare premendo il grilletto. E così: benvenuti nell’era del far west!

Immunità...altro che Sincerità!

 
Satira pura sull'onda della canzone Sincerità,
ribattezzata per l'occasione
 
"Immunità!"
Della serie: "Non ci resta che riderci su".
 
  

non sono più illegali le telefonate spot

 

Molestie al telefono

Liberate le telefonate-spot: non sono più illegali!

Interviene il Garante della privacy sullo strano caso della norma che agevola le telefonate pubblicitarie delle aziende anche se non autorizzate!

In tempi di stalking e di inasprimento delle leggi contro le molestie al telefono, risulta strana la decisione di “liberare” le chiamate spot. Eppure è successo, le telefonate moleste non saranno più considerate fuorilegge grazie alla recente conversione in legge del cosiddetto decreto “milleproroghe”: un emendamento dello stesso consente infatti a chiunque di utilizzare liberamente le banche dati prese dagli elenchi telefonici. Così a breve il telefono comincerà a squillare a tutte le ore per proporre di tutto! Le telefonate da parte di aziende che vendono la qualsiasi (dai calzini, alle batterie di pentole, dalla telefonia mobile, alle finanziarie) si moltiplicheranno, saremo contattati da promoter desiderosi di proporre contratti, vendite, promozioni, offerte, servizi, prodotti, con buona pace della meritata “pace domestica” che naturalmente verrà meno. Una norma che ha dell’inquietante ma che però fortunatamente non piace al Garante della privacy Francesco Pizzetti, che si è subito attivato al fine di opporsi a questa incresciosa situazione.  “Questa è da ritenersi a tutti gli effetti una piccola violenza domestica – ha dichiarato il Garante Pizzetti – soprattutto perché avviene al telefono che è lo strumento più ansiogeno che c’è (…) con questa norma si vanifica il risultato che abbiamo raggiunto con il lavoro di tre anni”.

Nuove norme anti-pianisti e la lega contro!

 

la lega si rifiuta di dare le impronte per le norme anti-pianisti

ma le vuole però dagli stranieri! Esempio di coerenza

 

Leggo sul blog del noto giornalista Claudio Sabelli Fioretti (moscalnaso.blogspot.com) una notizia davvero particolare, esempio di mancanza di coerenza come è ormai di moda negli ambienti politici italiani. Il tema della questione è l’annoso caso dei parlamentari pianisti - che votano anche per i colleghi assenti rendendo di fatto falso il voto – e la decisione di arginare il problema avvalendosi di nuovi espedienti. il presidente della Camera Fini ha deciso, infatti, di adottare un sistema elettronico che prevede il controllo delle impronte digitali in modo da rendere più unico e personale il voto vista la difficoltà di renderli tali attraverso la semplice scheda nominativa (facilmente cedibile). “Ma ecco che qualcuno si offende e rifiuta di collaborare dichiarando la propria indisponibilità a mettere a disposizione i propri polpastrelli – scrive l’ex direttore della rivista Cuore Sabelli Fioretti - Chi? Ovvio: i leghisti (primo fra tutti Matteo Brigandì), proprio quei leghisti che vorrebbero prendere le impronte digitali a tutti gli estracomunitari. E una volta volevano perfino le impronte dei piedi”. Che ne dite: è un esempio di coerenza?

(Matteo Brigandì, Lega Nord)

 

Fabio Barbera

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Cosa faccio: In 6 anni ho prodotto ben 30 uscite di 1rivista di resistenza satirica, poi sono passato alla redazione di PA di Striscia la Notizia dove ho collaborato con Stefania Petyx ed il bassotto e con il meet up di Beppe Grillo con i quali ho scritto il sito dei disonorevoli e ho realizzato un testo per lo show di Beppe Grillo riguardante il parlamento siciliano. Collaboro con l'emittente di controinformazione Telejato (www.telejato.it), con Radio Sapienza (www.radiosapienza.net), dove faccio il GR e Onde Radio e con Radio Alcamo Centrale dove ho scritto e condotto delle trasmissioni e mi occupo di live, dirette e ufficio stampa. Dall'anno scorso sono tornato a studiare alla Sapienza di Roma nella facoltà di Scienze della Comunicazione, non smettendo però di scrivere per alcuni siti come agoravox.it, fascioemartello.it radioalcamocentrale.it, castellolibero.blogspot.com.

Mi trovate anche su www.facebook.com/fabiobarbera!
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